Seamus Heaney, The Rain Stick

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11 dicembre 2008. Arezzo, Facoltà di Lettere e Filosofia, seduta di laurea in Mediazione Linguistica. Sono in commissione e assisto alla discussione di una tesi di laurea sulla traduzione delle poesie di Seamus Heaney. La studentessa è emozionatissima, il relatore introduce il lavoro spiegandone con partecipazione difficoltà e insidie. Vengono lette alcune poesie, nella traduzione della studentessa. Dall’inizio della discussione, è uno strumento ad attirare l’attenzione di tutti. È The Rain Stick, che dà il titolo a una poesia di Seamus Heaney che per me, da quel momento e insieme a Exposure, serba la musica e diffonde l’universo di Heaney. La riporto qui nell’originale e nella traduzione di Erminia Passannanti:

The Rain Stick

Upend the rain stick and what happens next
Is a music that you never would have known
To listen for. In a cactus stalk

Downpour, sluice-rush, spillage and backwash
Come flowing through. You stand there like a pipe
Being played by water, you shake it again lightly

And diminuendo runs through all its scales
Like a gutter stopping trickling. And now here comes
A sprinkle of drops out of the freshened leaves,

Then subtle little wets off grass and daisies;
Then glitter-drizzle, almost-breaths of air.
Upend the stick again. What happens next

Is undiminished for having happened once,
Twice, ten, a thousand times before.
Who cares if all the music that transpires

Is the fall of grit or dry seeds through a cactus?
You are like a rich man entering heaven
Through the ear of a raindrop. Listen now again.

Il Fusto di pioggia

Capovolgi il fusto e quello che succede
è una musica che non avresti sperato mai
d’udire. Lungo il secco stelo di cactus scorrono

acquazzoni, cascate, rovesci, risacche.
Ti lasci attraversare come un condotto
d’acqua, poi lo scuoti di nuovo leggermente

ed ecco un diminuendo che corre per le sue scale
come una grondaia gemente. Di seguito,
uno spruzzo di stille da foglie irrorate,

sottile umidità d’ erba e margherite;
poi mille luccichii come soffi di brezza.
Capovolgi ancora il bastone. Quel che succede

non è sminuito dall’essere accaduto una volta,
due, dieci, mille volte prima.
Che importa se tutta la musica che traspare

è un cadere di pietriccio e semi secchi lungo un fusto
di cactus! Sei come l’uomo ricco accolto in paradiso
attraverso il timpano di una goccia di pioggia. E adesso riascolta.

(da qui )

Sempre di Erminia Passannanti, ho letto in volume un’altra traduzione di questa poesia:

Il Bastone di pioggia

Capovolgi il bastone e quello che accade
è una musica che non avresti sperato mai
d’udire. Lungo il secco stelo di cactus scorrono

acquazzoni, cascate, rovesci, risacche.
E tu che ti lasci attraversare come un condotto
d’acqua,  lo scuoti di nuovo leggermente

e un diminuendo che corre per le sue scale
come una gocciolante grondaia. Di seguito,
uno spruzzo di stille da foglie irrorate,

sottile umidità d’ erba e di margherite;
poi mille luccichii come soffi di brezza.
Capovolgi ancora il bastone. Quel che accade

non è sminuito dall’essere accaduto una volta,
due, dieci, mille volte prima.
Che importa se tutta la musica che traspare

è un cadere di pietriccio e semi secchi lungo un fusto
di cactus! Sei come l’uomo ricco accolto in paradiso
attraverso il timpano di una goccia di pioggia. E adesso riascolta.

Seamus Heaney (13 aprile 1939 – 30 agosto 2013)

da: The Spirit Level ( La livella a bolla d’aria). Per la traduzione e cura di Erminia Passannanti, Mask Press, Oxford, prima edizione 2007, seconda edizione 2012, p. 26.

6 comments

  1. Sarà che ce l’ho anch’io un bastone di pioggia…l’ho acquistato in un negozio etnico in centro a Roma…lo capovolgo e lo ascolto spesso: mi fa sentire in contatto con la natura, è una piccola magia artigianale. Ma non ho mai pensato di dedicargli dei versi!…mi hanno detto che viene dalla foresta amazzonica, dal Mexico…

    Un saluto,

    Rosaria Di Donato

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  2. La studentessa ero io! E’ stata un’emozione unica essere lì a discutere la mia tesi triennale con un relatore che, oltre ad essere un grandissimo professore, è anche una persona meravigliosa che mi ha insegnato molto, non solo dal punto di vista accademico, ma anche da quello umano. Non dimenticherò mai questa bellissima esperienza.

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  3. Sono felice di poterti ringraziare da qui, per quella mattinata ad Arezzo, per la discussione di quella tesi e la traduzione della poesia – sarebbe bello poter leggere e far leggere quella tua traduzione. Grazie!

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  4. Piacerebbe molto anche a me, penso che sarebbe una cosa meravigliosa visto l’impegno e la dedizione che ho messo nello scrivere quella tesi e la mia passione per la traduzione

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