Oggi i vivi si danno alla macchia (di Salvatore D’Angelo)

courtesy of Eric Lusito

courtesy of Eric Lusito

di Salvatore D’Angelo

Oggi i vivi si danno alla macchia
i volti cari gli amici gli estranei
l’uomo sul fondo il corvo che gracchia
sulle distese di vani terranei.

Per le strade vuote fa mulinello
– e fugge – il vento dalle finestre
murate a oriente sulle ginestre
marine ora fiorenti – il martello

la falce la stella – luce del giorno
e quant’altro che già sa d’impossibile
eppure tutto dal netto contorno
pare che non muoia – inestinguibile.

“I will survive” poi cantano in coro…
Qual è la notte che porta ristoro?

7 comments

  1. Un sonetto trobadorico in endecasillabi atonali, con ironizzazione di forme stili e contenuti -stupendo :)

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  2. la falce la stella – luce del giorno
    e quant’altro che già sa d’impossibile
    eppure tutto dal netto contorno
    pare che non muoia – inestinguibile.

    Il martello, la falce …. sono categorie della mente, non muoiono, malgrado i tentativi di ufficializzarne il decesso, sono inestinguibili. Ma è anche vero che oggi è difficile trovarvi ristoro, perché pare che alla notte non segua mai l’alba.

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  3. @ginodicostanzo

    è esattamente ciò che volevo dire,cercando di esprimere quel senso di malinconia e di surrealtà che ogni tanto prende a un vecchio liberal comunista come me, e quale mi ostino a essere nel fondo del cuore, magari ironizzandoci un po’ su.

    grazie a daniele ventre e agli altri blogger per l’apprezzamento, a sergio falcone per la sua impressione e a natàlia per l’ospitalità.

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