di Carlo Cuppini
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I.
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la paura s’è fatta strada
guadagnando terreno produce
disposizioni lineari
dispacci dal regno dei morti
per salvare la faccia
intelligenza parziale in
modalità provvisoria
potremmo chiamarla strategia
a proposito del fallimento a proposito
invocando a gran voce il diritto
di essere serviti con oggetti
essendo schiavi
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II.
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parliamo di parlare e parliamo
lambendo con lo sguardo lingotti virtuali
dentro il ventre dell’unicorno ibernato
parliamo e siamo tutt’uno solidali
col parlare che si parla da solo
uniloquio materiale redatto in vitro
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paghiamo per parlare e veniamo
sessualmente parlati dal parlare
promanante da sassi unigeniti stesi
ad asciugare sul filo di rame
del discorso commercial democrat
rifluito nell’asta dei contusi
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parliamo e siamo pagati per tagliare
le orecchie agli ultimi sequestrati
rimasti a disposizione del comitato centrale
sezionano i pezzi di carne da confezionare
per l’approvvigionamento dei neonati
iscritti all’ordine delle preposizioni
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III.
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voi vi chiedete cosa è stato
e chi fa cosa
e chi è chi e chi
non era d’accordo
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voi chiudete gli scuri
per succhiare con calma l’aerosol
nella routine sessuale delle bambole
pettinate
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tutto è spalmato sul muro
le dita le rose l’aerosol
i pezzi non si distinguono più
le dita non si possono staccare
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incidete l’algoritmo
sull’intonaco fresco
per non udire le lacune
e non vedete il fagiano
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IV.
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ti guardano da dietro il muro
ti guardano da dietro ogni muro
non c’è interfaccia che tenga
non c’è dispositivo che mostri
le cose come stanno
nemmeno l’ultimo modello
quello meno che mai
le mappe sono tutte sballate
al posto del muro giardinetti
e non appare alcun dietro
né il fatto che uno se muore
né il loro guardare
anche il gatto è sparito
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V.
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dentro il confine
del per-così-dire
sta’ attento
aperte le virgolette una volta
non si richiudono più
la faccia rimane la stessa
il volto precipita
sotto il controllo perfetto
non una scarpa che vola
dalla parte del coltello
pugno chiuso di mosche
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4 risposte a “da “Il discorso animale” (inedito) di Carlo Cuppini”
Apprezzo questa piccola deviazione nella poetica del giá apprezzato varie volte Carlo Cuppini. Meno quando il discorso si impania nella teoria (prima parte della sez. II, per esempio), di più quando liebra la propria potenza espressiva, in un esercizio di crudeltá (sia detto tra virgolette) che manca a molti altri.
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questa è poesia contemporanea altro che quella del mio blog
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Bravo Carlo, sempre un piacere incontrare i tuoi versi.
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[…] da “Il discorso animale” (inedito) di Carlo Cuppini « Poetarum Silva … […]
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