In Apulien #3: Brindisi

In Apulien #3: Brindisi

Trommeln in den Höhlenstädten trommeln ohne Unterlaß
weißes Brot und schwarze Lippen
Kinder in den Futterkrippen
will der Fliegenschwarm zum Fraß

Tamburi nelle città cave rullano senza sostare
pane bianco e labbra nere
nelle greppie bimbi a schiere
vuole di mosche il nugolo gustare

Ingeborg Bachmann, In Apulien
(traduzione di Anna Maria Curci)

Questa rubrica propone itinerari di lettura tra voci della terra di Puglia. Alcune di queste sono note, altre meno, altre ancora sono state troppo presto dimenticate.
La terza tappa è a Brindisi “grec’oriunda brunda”, più precisamente al “suo porto corna cervo di sicurezz’adriatica terno” nei versi di Nadia Cavalera.

IL PORTO DI BRINDISI

L’emozione dell’identificazione seppure lontan’arcana
gemma la confusione sovrapposizione
un’immagine propaggine doppiata
una filigrana memoriale ch’impania cald’irradia
in un centro dentro fulcro silente di salamare salento
E Brindisi spunta subito grec’oriunda brunda
il suo porto corna cervo di sicurezz’adriatica terno
(: nerv’abbraccio raggio maggio senza tema di sfilaccio)
D’obbligo da ritir’esilio il giro mai usufruito proibit’ambito
E mentre dalla consorteria capitaneria sbircio in calme palme
il corso levantino sopra il canale della mena reale
Ecco la marina nugol’uccelli voli la scalinata virgiliana vicina
La colonna romana che vedova puntella il pelo del cielo
al prolasso da inquinato collasso (: haimé uomo sempre lasso basso)
L’altra decapitata catturata deportata
per un santo d’insan’impianto lontana
Nelle reti dell’occhio le sciabich’apriche le cavallett’amiche
le strighe le spighe l’antiche sfide sfighe
Tra viuzze gradinate che rivolano all’acqua madre matrigna
che vita dà e striglia (: chiglia in quadriglia)
Accanto galleggiano sornioni i bastioni svevi maestosi
il verde casale col gatto timone mammone
il ross’alfonsino barbiglio bambino alle pedagne di gabbiani ragne
presso la tettoia paleoindustriale e la spiaggia sepolta di sant’apollinare
sotto lo strapiombo di villa ponticelli coi suoi fantasmi fratelli
che di notte gareggiano in cori di mugugni
col mare già font’ancestrale monte pont’arconte
ora ridotto agl’incubi attuali di contenitore spappolato
al rigassificatore per stranier’interessi crocefisso votato
E per me il viaggi’amor’analogico retaggio
s’è spent’appestat’ammarat’accecato
(: fioccheranno altre piaghe al suono dell’oligarchica danza)

(da: Puglia in versi. I luoghi della poesia, la poesia dei luoghi, a cura di Daniele Maria Pegorari, Gelsorosso, Bari 2009)
Qui è possibile ascoltare la voce di Nadia Cavalera che legge versi dalla raccolta Vita Novissima

Nadia Cavalera è nata a Galàtone, in provincia di Lecce, e vive a Modena. Vissuta per alcuni anni a Brindisi, ha dato vita nel 1988 in quella città a un bollettario quadrimestrale di letteratura, “Gheminga”. Il progetto editoriale, che si proponeva di accogliere e mettere in evidenza la produzione letteraria della città, può “offrirsi come una delle chiavi interpretative dell’esperienza poetica” (Anna De Macina) di Nadia Cavalera, anche nelle parole di Diego Sessa, redattore della rivista quadrimestrale di scrittura e critica: «Gheminga è un progetto sempre aperto, sempre in movimento e sempre in cerca di nuovi spazi e di nuovi orizzonti con i quali confrontarsi. Questa è la vera caratteristica e il più grande punto di forza: non arrivare mai a una meta se non per ripartire verso un’altra. Fare autocritica, verificare e verificarsi, mantenere il buono del già fatto senza mai dimenticare che è nel ristagno delle idee l’apatia dell’uomo» (D. Sessa, Editoriale n. 9, 24 ottobre 2006, sul sito di “Gheminga”).

Sul suo sito, qui, Nadia Cavalera ha pubblicato quello che lei stessa definisce un “racconto/testimonianza” sulla nascita di “Gheminga” .
Con Edoardo Sanguineti Nadia Cavalera ha fondato l’Associazione Culturale “Le Avanguardie” e diretto la rivista “Bollettario“, organo dell’associazione.

Hanno scritto di Nadia Cavalera, tra gli altri:
Anna De Macina, La sperimentazione antagonistica di Nadia Cavalera, in: Letteratura del Novecento in Puglia. 1970-2008, a cura di Ettore Catalano, Progedit, Bari 2009, 303-307;
Niva Lorenzini, Il presente della poesia, Il Mulino, Bologna 1991, 55;
Francesco Muzzioli, Poesia e conoscenza nei testi di Nadia Cavalera, in “Bollettario”, n. 22-23, Anno VIII, gennaio-marzo 1987;
Giuseppe Panella, Poesie civili per una terra ormai diventata in-civile, recensione di  Spoesie  di Nadia Cavalera su Retroguardia, quaderno elettronico di critica letteraria a cura di Francesco Sasso e Giuseppe Panella.

Tappe precedenti:
In Apulien #1: Taranto
In Apulien #2: Passaggio in ombra