L’erotismo è arte #7: Joumana Haddad

Il ritorno di Lilith

 

Io sono Lilith, la dea delle due notti che ritorna dall’esilio.
Io sono Lilith, la donna-destino. Nessun maschio le è mai sfuggito e nessun maschio desidera sfuggirle.
Io sono le due lune Lilith. Quella nera è completata dalla bianca, perchè la mia purezza è la scintilla della sua depravazione, e la mia astinenza l’inizio del possibile. Io sono la donna-paradiso che cadde dal paradiso, e sono la caduta-paradiso.
Io sono la vergine, viso invisibile della scostumatezza, la madre-amante e la donna-uomo. La notte perchè sono il giorno, il lato destro perchè sono il lato sinistro, e il sud perchè sono il nord.
Io sono Lilith dai candidi seni. Irresistibile è il mio fascino perchè i miei capelli sono corvini e lunghi, e di miele sono i miei occhi. La leggenda narra fui creata dalla terra per essere la prima donna di Adamo, ma io non mi sono sottomessa
[…] Io mi faccio l’amore e mi riproduco per creare un popolo del mio lignaggio, poi uccido i miei amanti per lasciare spazio a coloro che non mi hanno ancora conosciuta.
[…] Io sono la guardiana del pozzo e il punto di incontro degli opposti. I baci sul mio corpo sono le piaghe di quanti lo tentarono. Dal flauto delle due cosce sale il mio canto, e dal mio canto la maledizione si diffonde come acqua sulla terra.
Dal flauto delle due cosce si eleva il mio canto / e dalla mia lussuria sgorgano i fiumi. / Come non potrebbero esserci maree / ogni volta che tra le mie labbra verticali brilla un sorriso? / […]
Io, i libri mi hanno scritta anche se non mi avete mai letta. Il piacere sfrenato, la sposa ribelle il compimento della lussuria che conduce alla rovina totale: sulla follia si schiude la mia camicia.
Quanti mi ascoltano meritano la morte, e quanti non mi ascoltano moriranno di rabbia.
Non sono ne la ritrosia ne la giumenta facile, piuttosto il fremito della prima tentazione.
Non sono ne la ritrosia ne la giumenta facile, piuttosto lo svanire dell’ultimo rimpianto.
Io sono la leonessa seduttrice e ritorno per coprire i sottomessi di vergogna e per regnare sulla terra. Ritorno per guarire la costola di Adamo e liberare ogni uomo dalla sua Eva.
Io sono Lilith / e ritorno dal mio esilio / per ereditare la morte della madre che ho generato.

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Biografia

Joumana Haddad è responsabile delle pagine culturali del quotidiano libanese An Nahar. È anche la capo redattrice di Jasad, una rivista in lingua araba specializzata nelle arti e la letteratura del corpo. È stata dal 2007 al 2011 l’amministratrice dell’IPAF o Booker arabo, un premio letterario che ricompensa ogni anno un romanzo arabo, e ora fa parte del comitato dei gestori del premio.
Ha già pubblicato varie raccolte di poesia. Scrive anche racconti. I suoi libri sono stati tradotti e pubblicati in molti paesi del mondo.
Poliglotta, parla sette lingue; ha scritto libri in lingue diverse, e ha anche pubblicato parecchie opere di traduzione, fra le quali un’antologia della poesia libanese moderna in spagnolo, uscita in Spagna come in diversi paesi di America latina, e un’antologia di 150 poeti che si sono suicidati nel ventesimo secolo.
Per il suo libro In compagnia dei ladri del fuoco ha intervistato un gran numero di scrittori, tra i quali Roberto Saviano, Umberto Eco, Paul Auster, Yves Bonnefoy, Peter Handke, Elfriede Jelinek.
Nel 2009, è stata co-autrice e interprete di un film della regista libanese Jocelyne Saab (Che succede?). Ha anche partecipato ad un documentario del regista Nasri Hajjaj, sul poeta palestinese Mahmoud Darwish.
Ha ottenuto il premio del giornalismo arabo nel 2006.
Nell’ottobre 2009 è stata scelta come una dei 39 autori arabi più interessanti sotto i 39 anni. Nel novembre 2009 ha vinto il Premio Internazionale Nord Sud della fondazione Pescarabruzzo per la sezione poesia. Il vincitore della sezione narrativa era lo scrittore austriaco Peter Handke.
Nel febbraio 2010 ha vinto il Premio Blue Metropolis per la letteratura araba a Montreal.
In agosto 2010 ha ricevuto il Premio Rodolfo Gentili a Porto Recanati, perché “si batte per dar voce a tutte le donne, in particolare a quelle che voce ancora non hanno e non possono avere perché prigioniere di pregiudizi maschili”.
Joumana Haddad sul set del film “Che succede?” in giugno 2009.
Joumana Haddad è inoltre un’artista che realizza dei collage.

[bio via web]

11 comments

  1. Poetessa del desiderio, la Haddad:del desiderio inteso come volontà di affermazione della propia essenza più profonda. Spesso confuso con il semplice desiderio sessuale, con la ricerca dell’appagamento della propria pulsione erotica (che pur nella sua scrittura esiste, come ennesimo atto liberatorio) questo concetto in lei si declina nelle mille possibilità di affermazione del sè. La scelta della figura di Lilith, la Distruttrice e la Creatrice insieme, la Grande Madre primordiale, che per prima si ribella alla Legge del Dio cristiano (e il fatto che la Haddad sia cattolica, non è marginale, anche se lei da tale cultura si distacca e ad essa si ribella) è il punto di arrivo di un percorso di figure femminili che per la propria libertà sono giunte alle conclusioni più estreme, che in nome di essa sono arrivate all’autodistruzione , pur di sfuggire al giogo delle convenzionie delle regole imposte.
    Nella sua prima silloge edita in Italia nel 2009 per le Edizioni Leone, “Adrenalina” la prima parte, intitolata “Specchi delle passanti fugaci” è costituita da 5 testi le cui protagoniste sono le voci di diverse poetesse suicide: donne che della loro libertà intellettuale e corporale han fatto vessillo, ha sondato ogni possibilità per arrivare a una negazione del proprio corpo agli altri che lo volevano incatenare, per non lasciarne nulla!

    “Ieri ho scritto il mio testamento. Ho annotato che i miei occhi non adranno a nessuno. […]”
    (lo specchio di Nilgun)

    Nella stessa raccolta, la seconda parte, intitolata “il ritorno di Lilith” (cronologicamente precedente all’altra) introduce la figura di Lilith ad incarnare un affermazione del sè universale, perchè il desiderio del corpo e della mente non ha genere.

    Ed è questo che rende la poesia di Joumana potente ed universale.
    Non un’esercizio di pseudo femminismo(quello che confonde la spregiudicatezza sessuale con al libertà individuale, che vuole le artiste medio ed estremo orientali divise nel doppio ruolo di vittime del giogo patriarcale o moderne odalische da mille e una notte!!), ma un ‘idefessa ricerca della propia affermazione più profonda attraverso l’ascolkto del corpo e della mente, al di fuori dai canoni delle convenzioni sociali.
    E allora, ben venga Lilith, la Grande Ribelle, la Prima!

    Per rispondere poi a Katinkawonka, oltre ad Adrenalinae all’antologia citata da Antonella, c’è la silloge da cui il brano è tratto che è “Il Ritorno di Lilith” del 2009, edito da Asino d’oro.
    poi il primo: ” non ho peccato abbastanza” del 2005 edito da Mondadori ( questo si trova facilmente) e una serie di altri scritti..ma della sua bibliografia, dei suoi reading in Italia (con Riondino,ad esempio), della sua ampia produzione anche in inglese e francese ( la signora parla fluidamente parecchie lingue!) trovi tantissimop su internet.

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    1. A che intergralismo ti riferisci?
      A quello islamico? A quello cattolico? All’integralismo intellettuale orientalee occidentale?
      L’Haddad è libanese, e di famiglia cattolica.
      Spesso lamenta le pressioni che le arrivano e le accuse per il suo lavoro e le sue scelte.
      Anche da emancipati occidentali…
      Personalmente ho anche forti critiche al suo pensiero e alla sua scrittura, ma questo credo faccia parte del libero scambio di opinioni. :-)
      Un saluto

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  2. salute a lei, Agnostica e da parte di un Agnostico convinto, peraltro, anche se da formazione prima cattolica (o forse e meglio cristiano_salesiana), poi libertario_marxiana ora (grosso modo) radical di stampo anglosassone, ma ciò che intendo dire è, molto semplicemente, che costei non è ben vista da parte di certo maschilismo camuffato da un modo (idiota) di considerare l’islam quale supremo potere dell’uomo sulla donna e altro ancora! se poi si considera che le tre grandi religioni monoteiste non è che poi si discostno più di tanto circa l’odio verso il femminile&dintorni… un saluto a Lei, Agnostica, e senza alcuna polemica ma solo spunti per discutere essendo personalmente un grande amante dei possibili sensi della Agorà..
    r.m.

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