[Editi da Febbre Lessicale] di Dominica Villa Balbinot

Andammo poi verso le lagune nere

Con gesti lenti e catatonici
( punteggiati da un silenzio immobile)
andammo noi verso le lagune morte
– le zattere di fiori, le gondole –
quella città incastrata tra i giacinti acquatici…
Ogni cosa nell’oscurità
era in muto avvicinamento:
i giacinti rabbrividivano intatti,
fuggevoli impressioni di un buio più buio.
La natura apparente delle cose era rotta,
tutto era nella categoria delle cose innominabili,
penetrava nel sangue solo
quel punto sostanziale, una ferita.
(perfino la costellazione
si sarebbe disfatta nel terrore)
Avrebbero poi loro languito in quel lucore
– gli anelli di saturno nell’alba,
come un’infiammazione incipiente,
un’ustione-
tanta luce e tanto deserto,
per quegli animali delle grotte sommersi
nella carne.

Lei però non osava guardare l’uomo
– e nemmeno i mostri sulla parete:
sapeva che il vero amore è inarticolato.
una stasis terminale,
il sermone finale nella città assediata.
(Come una persona
alla quale non era permesso avere
un proprio dolore,
sedeva quietamente in attesa della risposta-
fin quasi alla parola conclusiva
sulle macerie)-

Aveva dato nelle sue prime ismanie

Aveva dato nelle sue prime ismanie
nel curare le piaghe
( morbilità scave, piante mutanti)
durante quel divampare del morbo:
le dissordinavano tutto,
gli ingorghi delle glandole,
con l’inferma immaginazione
tutta piena di una secreta idea,
lei inquieta della sua inquietudine,
sotto la sferza del malcreato
-a mangiarla viva.
Con ortografia fantastica
era andata continuando,
a squartare lo zero,
che l’abbruciava
e discopriva poi il dissepolto solo:
certe tisiche rose
arrampicate all’inferriata,
quei malefizia che serravano il corpo
come scaglie di testuggine,
e infine i dodici fascicoli bianchi
grandi come lastre di pietra
( e non era già più maraviglia,
ma principio morboso,
l’innominabile cosa).

Oscure Cabale

Accerchiata
da una proteiforme teatralità barocca
( contrazione
della fantasmagoria agonizzante
di una aporia sovranamente derisoria)
biascico- rinsecchita –
le ricordanze di oscure cabale
degli agglomerati umani.
Al dunque, negli interstizi,
fronteggio
– malacarne –
l’atto di clemenza monco e sterilizzato.

Biografia

Villa Dominica Balbinot comincia a scrivere con costanza a partire 2006, facendo training su newsgroup di scrittura I:A.S racconti) I.A.P( poesia, aprendo poi miei blogs personali:
http://inconcretifurori.splinder.com
http://dellidrairacconti.splinder.com
Invitata da antonella pizzo su poetienon, viadellebelledonne.wordpress.com( cui partecipo fin dal suo inizio)e sul magmatico thecatswillknow.
Attualmente il mio blog cumulativo è:
http://villadominicabalbinot.wordpress.com

10 comments

  1. Ringrazio molto Antonella per avere pubblicato questi miei testi , e vedo anche che ha liberamente scelto in modo da “rappresentarmi” nei punti nodali, vale a dire – riassuntivamente, ehh-la “smania”che però agonizza, e le domande metafisiche e eterne che non hanno risoluzioni, se non eterodosse ( o peggio)

    grazie tantissime
    e grazie per le “simpatie dei 2 bloggers: antonella- appunto-:-))e anna maria curci!!

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  2. è una condivisione, questa, per la quale vi sono riconoscente. Plaudo alla scelta di Antonella, che è allo stesso tempo l’indicazione di un percorso di lettura nella poesia di Dominica Villa Balbinot. In “Andammo poi verso le lagune nere” trovo una elaborazione sicura e autonoma di temi cari all’arte e alla poesia – penso a Sorgegondolen (la gondola lugubre) del premio Nobel per la Letteratura 2011 Tomas Tranströmer, che a sua volta riprende una composizione di Franz Liszt. Grazie e un saluto a entrambe.

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  3. ringrazio Anna Maria per il bellissimo intervento, riconoscente anche per il fatto che lei abbia potuto mai arrivare a pensare – durante la lettura di “andammo poi verso le lagune nere” che l’atmosfera che ne esce abbia delle possibili suggestioni con autori di così elevato livello:-)) delle sue riflessioni generose però mi faccio materia di positiva riflessione personale, perchè ho già avuto modo di incontrare Anna Maria e i suoi magnifici arrticoli:-))

    grazie tantissime per avere voluto lasciare un tale commento

    un caro saluto

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  4. trovo molto adeguato l’accostamento de dei versi di Dominica alla “Lugubre gondola” di Liszt( a cui si riferisce Tranströmer) . Poetessa di grandi suggestioni notturne che seguo con attenzione da sempre e che mi è cara.
    lucetta

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  5. stavolta mi hai commosso “definitivamente”, carissima Lucetta!( quel “cara”, poi..:..)

    grazie all’accostamento musicale con ” la lugubre gondola” di Liszt ( che non posso certo dire di conoscere in modo approfondito) fatto da Anna Maria e ribaduto qui da te, mi avete dato un possibile invito a sentire questa sua creazione, e intanto sono andata a ricercarlo su internet per saperne di più..ecco qui il link:
    http://www.ilsussidiario.net/News/Musica-e-concerti/2011/2/3/LISZT-Tutta-la-malinconia-del-mondo-in-una-lugubre-gondola-/146723/

    e già dalle prime righe e dal titolo stesso mi sono arrivate sensazioni interessanti..( e questo solo grazie a voi1:-)) dovrò senz’altro ascoltarlo, adesso!!

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