Poesie di Donatella Vitiello

MaldororPress 2010

E-book scaricabile

 

Da: Carmine Mangone, Ogni concetto un corpo, prefazione all’ebook Controsangue di Donatella Vitiello.

«(…) L’amore, quest’assoluta mancanza di decenza al cospetto della morte, è fare di ogni concetto un corpo vivo.

Materia calda, vibrante – da sgranare, disseminare – non un corpus da invocare, né un corpse da imbalsamare.

Pretendere che tutto possa dirsi con facilità è ridicolo. Assumere ancora un tono di sussiego ai piedi della Santa Poesia è patetico. La ripetizione del dire – l’infinito intrattenimento di cui parlava Blanchot – non esime dal cercare una destrezza ogni volta, tuttavia la ricerca della qualità deve tendere a ridimensionare (in qualche modo: a disdire) l’ossessione per la formula o la possessione druidica della parola.

Non si tratta di accorpare i corpi stabilendo in essi la parola dell’accorpamento. Occorre invece scorporarli da ogni rigido organismo comunitario affinché facciano mondo reciprocamente e a partire ognuno dalla propria unicità indicibile.

Solo così le forme-di-vita similmente uniche si riconoscono, si uniscono, traversano ogni parola e moto possibile, radicalizzandosi a vicenda in una folgorante amicizia verso il mondo: principio delle loro stesse relazioni e di una molteplice, ingovernabile attitudine alla bellezza.»

 

[La mia guerra e le sue origini]

Adesso so che la purezza può infrangersi
a quattordici anni o poco più

– piombai a peso d’angelo sul pendolo,

umiliata inetta nel suo tuono

Provavo a comprimerlo tra ginocchia e pavimento,
avevo mani tremule d’infanzia
vedevo lampi dentro quei cocci!

Fu
scomponendo
le sue
labbra
sulle mie
cosce

che tinsi, vermiglia, la mia luce.

 

[Un angolo di mondo]
a Virginia Woolf

Quante sorelle ho ammucchiato nel mio fosso
gote di pesca barbute, scaturigini di sperma e fiori
non si poteva frugare nel taglio, nella perizia del disegno
ci immobilizzava la superficie di quel bisogno ciarliero

Ricordi il ricamo delle maree sul cielo?

Guardami adesso, non so più tacere
sono risacca di sangue, rido sugli anni delle mie lame
seguo affaccendata il peso di ogni pietra
che ti affondava nell’intemperanza della fantasia

 

[Mia]

Si sfiorano le ginocchia grasse
in questo uggioso Venerdì sacrificale
canta, Caterina
di pesto e trito struggersi
di agnelli, oli, sangue,
erbe aromatiche.

Sono le dieci,
dopo cena si rovesciano stomaci
si straziano gole
si rifiutano aiuti umanitari.

 

[Gocce]

Cosa volete che sappia dei vostri conti
io che conosco solo il tintinnio delle stelle contro la mia testa

Io che mi impongo a mille voci contro il timore d’esser temuta
cosa volete che mi importi del vostro conto

Se vi sfondate le tasche di rinuncia?

 

Nota biografica

Donatella Vitiello (Classe 1981) ha radici in tutto il sud Italia ma è cresciuta immersa nella cultura anglosassone. Si è laureata nel 2006 in Lingue e Letterature Straniere con una tesi su Samuel Beckett e nuovi media. Potete interagire con lei su http://latigrebalza.wordpress.com/ oppure leggerla sul sito della casa editrice digitale Maldoror Press, di cui è anche parte attiva. Per Maldoror Press ha pubblicato Controsangue (2010), che contiene testi poetici e immagini, e ha partecipato all’esperimento di scrittura collettiva L’amore è una bomba di cinque lettere (2010).

7 comments

  1. l’amore e le sue tortuose e contrastanti manifestazioni…rese magnificamente.Ho la pelle d’oca…i miei più vivi complimenti!

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  2. Questi versi sono lame che tagliano, voce che dice senza mezzi termini quasi ricucendo, per poi nuovamente sprofondare e affondare in sensazioni decisamente conosciute a noi donne in particolare.
    Complimenti a Donatella che non avevo mai letto (un vero peccato) e che spero di andare a trovare presto dove leggerla ancora.

    Grazie.
    clelia

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