La Costituzione sanguina (post di natàlia castaldi)

Art. 33.

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Art. 34.

La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

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La Costituzione sanguina.

La Costituzione sancisce il diritto alla pluralità ideologica, religiosa e di pensiero, ed in tale quadro consente che l’istruzione privata – dunque ideologicamente e/o religiosamente orientata – sia permessa e ammessa, a tutela del diritto di ogni singolo cittadino di scegliere, esprimere ed orientare liberamente il proprio pensiero.

E fin qui ci siamo.

Tuttavia, la stessa Costituzione ammettendo la coesistenza dell’insegnamento pubblico e di quello privato, aggiunge e precisa che quest’ultimo debba essere “senza oneri per lo Stato”.

Che cosa significa?

Più che interpretare il comma costituzionale, sarebbe doveroso analizzarlo nelle sue parti, quindi partendo da un semplice dizionario della lingua italiana, il Sabatini Coletti, disponibile online, scopriamo che SENZA significa: 1) Con mancanza di, con assenza di, per esprimere un concetto di privazion, 2) Con esclusione di, a parte; etc.; mentre per ONERE si intende: Obbligo, carico che si deve sostenere necessariamente in quanto previsto o disciplinato dalla legge […] [es:  o. fiscali, il complesso dei tributi di cui è gravato un contribuente | o. deducibili, le spese che si possono detrarre in sede di denuncia dei redditi | o. sociali, i contributi previdenziali e assistenziali]. Dunque, senza interpretare, ma solo parafrasando il comma costituzionale, mi pare evidente che laddove dice senza oneri per lo Stato” esso significhi senza ALCUN FINANZIAMENTO da parte dello Stato, né tantomeno senza alcuna AGEVOLAZIONE O SGRAVIO FISCALE, che indirettamente ricadrebbe sul bilancio dello Stato.

Perché?

Per due fondamentali motivi, anch’essi espressi nella stessa Costituzione, troppo spesso violentata, ancorché si preferisca il termine “interpretata”.

In primo luogo, perché la stessa Costituzione stabilisce che “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Libero, quindi plurale, non orientato, non fazioso, diversamente da quello privato che già in partenza esprime il suo “indirizzo”, “orientamento”, quindi la sua “parzialità”; e ancora perché la Costituzione stessa, nell’art. 33, cc. 3 e 4, si prende la briga di precisare che l’iniziativa privata è libera di istituire scuole ed istituti di educazione, purché ciò non determini, richieda o implichi alcun onere finanziario per lo Stato, che di contro si impegna – come esplicato nell’art. 34 – a GARANTIRE un’istruzione PUBBLICA, quindi aperta a tutti ed OBBLIGATORIA per i primi otto anni formativi.

In secondo luogo, perché la stessa Costituzione asserisce che la scuola “è aperta a tutti” e ne determina, pertanto, l’obbligatorietà indipendentemente dalle discriminanti economiche che possano sussistere, assumendosi quindi la RESPONSABILITÀ di offrire e permettere ad ogni individuo le medesime possibilità di crescita, formazione e miglioramento socio-culturale.

Con tale ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ, la Nostra Costituzione conferisce allo Stato il dovere di far sì che ogni cittadino – sulla base di un altro fondamentale principio costituente, che prevede l’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi ai diritti ed ai doveri previsti dalle Leggi dello Stato – usufruisca del diritto allo studio, incentivando un principio meritocratico per cui, capaci e meritevoli abbiano il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi, indipendentemente dalle possibilità economiche a loro disposizione, e questo grazie all’intervento ed al supporto offerto dallo Stato per mezzo di “borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”.

La Nostra Costituzione sanguina. Possibile che non ce ne accorgiamo?

3 comments

  1. Il primo “violentatore” della Costituzione in materia di istruzione è stato il governo di centro-sinistra… sono complici. D’Alema Fassino Finocchiaro Veltroni Bersani… complici…

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