talking about a revolution (post di Natàlia Castaldi)

“Non ho sentito Gheddafi. La situazione è in evoluzione, quindi non mi permetto di disturbare nessuno”

No, non è fantascienza, sono le parole del Cavaliere che, invitato a prendere posizione in merito alle repressione delle rivolte in Libia, preferisce non disturbare il Colonnello. In effetti, la preoccupazione del nostro Governo pare concentrarsi sul monito che da Tripoli tuona come una minaccia nei confronti dell’Unione Europea

“Se continuate a incitare i manifestanti alle proteste nel nostro Paese, interromperemo la nostra cooperazione sul fronte immigrazione”

come riferito dall’ambasciatore di Ungheria, convocato oggi dalle autorità libiche.

Certo che la nota amicizia e collaborazione che il Cavaliere ha sempre coltivato con il Colonnello Gheddafi, non può che lasciare perplessi dinanzi all’eventualità di creargli “disturbo”, ma la proverbiale delicatezza ed il tatto del Cavaliere nell’affrontare le questioni internazionali, non smetteranno mai di stupirci. E però c’è anche da dire che un piccolo giudizio, un pensiero, una piccola frase, un cenno che facesse  trasparire la disapprovazione nei confronti della sopressione criminale operata su un popolo che manifesta la volontà di liberarsi da un tiranno, sarebbe stata auspicabile e rassicurante per la fiducia dello stesso popolo italiano, che si dice viva in pacifica democrazia con il suo Governo.

Intanto apprendiamo tramite  il sito del quotidiano britannico Independent che ci sarebbero “200 morti e più di mille feriti”, mentre dall’ospedale di al-Jala di Bengasi il medico Nabil al-Saaiti, in un collegamento telefonico con l’emittente qatariota, informa che “ieri agenti della sicurezza di origine africana reclutati dal regime hanno aperto il fuoco contro i manifestanti e il numero dei morti è tale che non riusciamo a metterli tutti nella camera mortuaria dell’ospedale per identificarli”, quantificando a 285 i morti e a oltre 700 i feriti.

12 comments

  1. il più grande statista degli ultimi centocinquant’anni non si può permettere di danneggiare la Berlusconi-Gheddafi SpA….meglio non “disturbare” il compagno di merende.

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    1. prontamente La Russa, gran signore lui, si premura a dire che certamente non avrebbe usato il termine “disturbare”, ma che bisogna capire il buonsenso e la prudenza del Cavaliere senza attaccarsi alle parole.
      Buona fortuna.

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  2. I rapporti di produzione e di scambio muovono la politica e non viceversa.
    Le dichiarazioni in oggetto denotano banalmente la volgare pochezza di un personaggio senza spessore politico alcuno, ma nella sostanza riecheggiano l’atteggiamento ipocrita della UE, espresso nei termini della consueta diplomazia internazionale.
    Al momento non ci è dato sapere se questo bagno di sangue sia la conseguenza di una genuina rivolta popolare come in Egitto e Tunisia, o se sia stata fomentata e organizzata da cellule anglo-americane che, sfruttando il malcontento popolare nei confronti di un regime oppressivo, stiano tentando di mettere in difficoltà il dittatore che dorme in tenda – ciò che accade più o meno in Iran, dove la borghesia colta organizzata da infiltrati CIA si ribella ad un regime che invece gode dell’appoggio del popolo lavoratore, soprattutto dei contadini.
    L’arruolamento dell’Iran tra gli “stati canaglia” risiede nela fatto che non ha mai ratificato gli accordi del WTO e inoltre si è dotato di una propria borsa petroli che non obbedisce ai diktat americani…
    Gli affari Libia-Italia-Russia danno molto fastidio a Washington: noi siamo una colonia, l’Italia è ormai terra di conquista, totalmente consegnata alle multinazionali dal nostro governo-fantoccio; l’indipendenza energetica non è tollerata nella camera ovale…

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  3. [cavalier…. che forse te sarai il prossimo a fuggir? -no, pardon- ad andare a riposo… non sta constatando ora la “stanchezza” degli italiani, figuriamoci quando [o se/-questo è preoccupante-] perderà le prox elezioni…. ma tanto…. per lui sarà una vittoria comunque, tanto è furbo a ribaltar la frittata dell’evidenza….

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  4. Quando leggo questi commenti mi sento meno solo. Più che altro non capisco il popolo italiano. Almeno per la nota vicenda di tangentopoli si è mosso, è sceso in piazza. E’ proprio su questo ho fatto una riflessione. Quando è caduto il muro molte dittature sono cadute. A distanza di anni è vero che molte nazioni non hanno intrapreso quel viale democratico che ci si aspettava. Forse è ciò che è successo a noi. Ci siamo liberati di un mostro che fagocitava tutto ma almeno lasciava le molliche, per un mostro che non lascia neanche quelle. Questo non è certo un ragionamento teso a rimpiangere la vecchia repubblica ma sicuramente è un rimpianto vero e proprio. Credo che abbiamo perso un’occasione per diventare una grande democrazia invece ci siamo lanciati in una piccola dittatura.

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  5. Fede sarebbe da ascoltare sempre attentamente. Ne ha dette tante durante le sue conduzioni. Stavolta è incommentabile.Lui e chi lo sostiene sono dei senza Dio

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