THE LOOK IN THE MIRROR

 

“L’irripetibilità della realtà
si macchia di menzogne
d’accogliere senza sfratti se consapevolmente
raccontate a se stessi.”

Si, lo so,
è spartano
scrivere in questo modo,
da tondo poeta
dove all’interno della parola
pare si nasconda
un qualcosa d’altamente
non semplice,
ma è in questo grembo di memoria
ispirata
che non si cela mai nulla
d’incompleto
a meno che non ci si voglia
fingere di losche tinte
per raffigurare
un mostro d’ingenerosità
da ammazzare.

E’ suicidandomi così,
nel dimenticarmi in quest’attimo d’un poco fa
già trans/andato,
che le mie dita avranno perso la bussola
non scivolando nella necessità
di terreni opachi consumati d’altri tempi, d’altri passi.
… _ ma ecco che uno specchio… avanza _…
m’aggrappo ad un punto espressivo, ad uno sguardo,
mi rapisce dis/conoscendomi in un free- climbing
d’un violento “cosa vuoi da me?”

Dalla mia pelle stonata d’un non essermi riconosciuta
impaurita raccolgo perle di cuori geometrici
e l’imperfezione del ritmo che avanza lascia
al vento uno schiaffo morbido
che sveglia impazzita lo spacco del vetro urlante
rotto dall’abbandono dei (miei) sogni mai sognati
o forse dai (miei) desideri mai avverati
per una semplice apertura di porta mai collaudata.

3 risposte a “THE LOOK IN THE MIRROR”

  1. sono colpita da questa scrittura che da essere “privata” si espande ad intuire la presenza di
    “altri spacchi”, “specchi” di altri
    hai lavorato molto e si vede dal susseguirsi delle immagini come in successione (a)temporale
    grazie, un abbraccio

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  2. Sì, concordo con Nat: uno spettacolo questo lavoro.
    Restringe e s’allarga a pompare dolore, osservazione e proponimento. Un entra ed esci che gioca quasi a nascondino nell’osservare il sè.
    Complimenti e grazie.

    clelia

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