Rabbia

 

“Che la violenza derivi spesso dalla rabbia è un luogo comune, e la rabbia può in effetti essere irrazionale e patologica, ma né più né meno delle altre manifestazioni dell’animo umano. È senz’altro possibile creare condizioni nelle quali gli uomini siano disumanizzati – come i campi di concentramento, la tortura, la carestia – ma in queste condizioni non la rabbia e la violenza, ma la loro notevole assenza è il più chiaro segno di disumanizzazione. Soltanto dove c’è ragione di sospettare che le condizioni potrebbero cambiare e non cambiano scatta la rabbia. Soltanto quando il nostro senso della giustizia è offeso reagiamo con rabbia. Il ricorso alla violenza quando ci ritrova di fronte a situazioni o avvenimenti atroci è una grossa tentazione a causa della sua tipica immediatezza e rapidità. Per poter reagire in modo ragionevole si deve prima di tutto essere commossi. La violenza essendo strumentale per natura, è razionale nella misura in cui è efficace nel raggiungere il fine che deve giustificarla, la violenza può rimanere razionale soltanto se persegue obiettivi a breve termine. Se gli obiettivi non sono raggiunti rapidamente, il risultato non sarà la semplice sconfitta ma l’introduzione della pratica della violenza in tutto l’insieme della politica. La pratica della violenza, come ogni azione, cambia il mondo, ma il cambiamento più probabile è verso un mondo più violento”

Hanna Arendt

4 comments

  1. penso che in questo contesto storico sia molto meglio essere arrabbiati e vigili, anche se non operativi nell’immediato, che adattati. è verso una società concentrazionaria che ci vogliono spedire: l’ambiente assomiglia ad un centro commerciale dotato di ogni comfort e di ogni possibile gadget da acquistare, c’è cibo e acqua a volontà, e droghe varie. per non cascarci bisogna avere molta adrenalina in corpo, poi però bisogna distruggere il (con)centro commerciale, uscire fuori e ricostruire. senza rabbia e senza “violenza” – molto tra virgolette violenza – non cambierà nulla.

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  2. Sì, Lucy. Se non c’è rabbia vuol dire che gli schiavi non si sono accorti delle catene che hanno ai piedi, sono cioè i veri schiavi, quelli che non sognano nemmeno più la libertà…

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