Parole nel pozzo- f.f.

dante leonelli

Mi sono affacciata sull’ orlo

nel pozzo  la corda era tesa

perché qualcosa nel fondo

un peso, credevo,

qualcosa che stava nel secchio

teneva giù in basso il mio occhio.

Una oscura  figura    un disegno

una   fessura   difforme    nata in un altrove

era venuta da vie sconosciute

dall’antico scavo sul fondo di quel tunnel

sul precipizio sembrava chiamare i fantasmi di una rete

una nera catastrofe

mentre a lato una piccola brevissima intermittenza

come tante luci vive  mobilitava scintille

da un paese  d’ esilio.

Questo sentivo

finché mi sporgevo e sembrava che laggiù

qulcosa   quei tanti venuti

formulassero una richiesta:

Credi – mi dicevano – ad ognuna delle tue sensazioni

nate da  queste parole scivolateci di mano

fino alla corda di questo secchio

attraverso il fondo bucato dei nostri pensieri

il tuo occhio  dentro il pozzo della nostra vita. –

Mi sentivo

crescere un urlo nella carne

che certo gia avevo covato fin dentro le  ossa

come se tutti i miei morti  nel midollo mi fossero risorti insieme

con schiere di altri là in quello specchio

infestando il fondo del pozzo  il secchio  di me stessa

che ora mi guardavo    come se ci fosse

in quei loro riflessi un  catalogo speciale di rinascite

una enciclopedia di parole nette corporee

scritte vicino alla morte e mai lette  mai ascoltate

mai viste  c’erano luci in quei vocabolari amalgame

di barlumi    sprazzi di voci di  terra

di echi   felici  che avevano dato alle mie mani

la capacità improvvisa di poterle raccoglierle per farne un’acqua da bere

direttamente dal secchio

calato nell’acqua della corrente.

Da un incessante addio la parola

tempestosa mi chiedeva che  crollassi

io tutti i miei io incisi nella carne da  secoli

come febbri da cui non eravamo mai guariti.

In quel bilico di forze stavo sull’orlo

quasi in caduta    i piedi a fior di terra sospesa

ad un grido che ancora mi teneva stretta qui ad un filo

senza scampo in attesa di qualcuno, l’altro,

che ancora tardava a raggiungermi.

.

f.f.- PAROLE NEL POZZO- inedito 2010

2 comments

  1. guardare dentro al pozzo è sempre pericoloso, ci vuole coraggio e forza d’animo per non farsi prendere dal capogiro, meglio armarsi di secchio e corda, tenersi ben salda al bordo e sperare di tirar su parole dissetanti, o se anche fosse melma che sia tanta affinchè l’acqua del pozzo si depuri. ciao a.

    "Mi piace"

  2. sono particolarmente attratta dal volo, dalla discesa intendo, persino il lancio delle chiavi è un invito a seguirlo!
    In ogni caso concordo sul fatto di tirare su anche la melma, anche se ricordo un gran lavoro per potabilizzare l’acqua.Invece penso che le parole non dissetino come riesce a fare l’acqua, quella reale, intendo, a meno che, come ho scritto, non ci si creda con una profondità molto maggiore di un pozzo d’acqua. Ciao antonella e grazie per l’attenzione,ferni

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.