Racconti inediti: Il Nobel e il suonatore di cucchiaini – Domenico Caringella (post di natàlia castaldi)

Ero lì da quasi un anno.

Lì, al 24° piano dello Spencer Center, sede del “Metaphisycal Magazine”, l’occulto spin-off speculativo del “Wall Street Journal”; speculativo perché creato dai domatori di squali della Borsa al puro scopo di incamerare i contributi federali per l’editoria insieme ai lasciti di filantropi, mecenati ed altri scriteriati, e anche perché il giornale non parlava sostanzialmente di un cazzo.

Stagnavo.
L’unico passo in avanti che avevo compiuto – complice un asma ingigantito dal mio terapeuta Phil Bratz (un dottore, un imbonitore) e dalle mie indubbie doti di guitto – era stato passare dallo sconfinato open space, dalla batteria di polli d’allevamento della redazione al piccolo ufficio dove mi trovavo adesso, dalle finestre tendenti all’oblò ma che condividevo solo con Melania, una ragazza insipida come una radice e che si occupava delle ricerche per “Oggi è Morto”, la trafilettomorfa rubrica commemorativa della rivista.

Io, da parte mia, mi avvalevo del mio master in scrittura creativa per far sentire intelligenti e cazzuti i lettori maschietti nati sotto il segno del Capricorno (solo quello) nell’oroscopo porno-filosofico del magazine. Avevo appena deciso di trasformare, per quel mese, i partoriti nella prima decade in “demiurghi dell’amplesso”, quando arrivò la telefonata che aspettavo da una vita.
L’ufficio del Direttore era grande e luminoso quanto un laghetto di montagna e dava su Central Park, anzi avevi l’impressione che fosse dentro Central Park.

“Sei tu che sei nato nel Karoo, non è vero?” chiede a se stesso più che a me il capo. Infatti non attende risposta e continua in modalità default “Scendi laggiù subito e vai ad intervistare Coetzee. Fallo parlare e poi vai a braccio. Mi hanno detto che sei bravo, che il Capricorno è il segno più riuscito…”
Mezzo minuto dopo sono fuori da “office park”. La segretaria mi consegna un plico, con dentro il biglietto per Città del Capo, una Visa prepagata da 5.000,00 pezzi e il memorandum con i dettagli per trovare Coetzee.

Era l’occasione che cercavo. Dall’astrologia tarocca all’intervista ad un Nobel per la letteratura.

J. M. Coetzee – Nobel per la letteratura – 2003

John Maxwell Coetzee.

Sapevo già molto di lui; praticamente tutto quando atterro al Capo. Postmodernismo, Postcolonialismo, i due Booker Prize, la vita privata, il Nobel, l’afasia, le lotte accanto agli animalisti.

Il treno e poi una corriera mi portano nel Klein Karoo, nella terra della Sete, nella terra di mia madre, ed è come tornare a casa. I paesaggi, le facce scavate dei vecchi, la prateria.

Seguo alla lettera le indicazioni del memorandum; arrivo ad Herbertsdale, mi avventuro su un altipiano, savana tutto intorno; un boscimano mi dà un paio di dritte: c’è una distesa di aloe è là che sta Coetzee, non posso sbagliare. “E poi vai a orecchio” mi dice. Annuisco, senza capire.

“ ‘Sti artisti…” penso.

Poi sento un suono, una melodia. E vado ad orecchio, secondo l’indicazione, la profezia, del boscimano.

E trovo Coetzee. HANNES COETZEE.

E’ del posto, E’ nato nel 1944. Non ha vinto il Nobel. Distilla succo d’aloe. E soprattutto è l’unico esponente della “optel and knyp”, suona la chitarra slide con un cucchiaino tra i denti. Il riff che tira fuori dallo strumento è un sortilegio, mi prende, mi incanta e mi incatena a quel posto, al Karoo. Insieme alle montagne proprio dietro di me, al volo del gheppio, alla tomba di mia madre da tenere in ordine, alle notti silenziose.

Il pezzo che ho scritto su Coetzee ha avuto un successo strepitoso. Al numero di settembre hanno allegato anche un CD. Il Direttore mi ha dato quella che lui chiama una dispensa. E così sono rimasto qui, i miei articoli li mando via e-mail. Ne ho battuto uno anche sullo scrittore, sul Nobel. L’ho intitolato “L’altro Coetzee”…

Vivo con poco. Sereno.

Però ci sono delle notti, davanti al fuoco, in mezzo all’aloe, in cui ho voglia di tornare a casa, al giornale…da Melania, la radice, persino.

Guardo il cielo stellato…quanto mi manca l’astrologia.

Domenico Caringella

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Bio:

Domenico Caringella vive a Sud, ha 2 figli, una voglia sopra l’occhio destro. Avvocato.
Spirito guida: il gemello sobrio di quello di Tom Waits.

Se volete dirgliene 4: ennio.canallegri@libero.it (… chiedete di lui)

17 comments

  1. Domenico, non so se qualcuno *te le manderà a dire*… del resto la buona scrittura con buoni contenuti al momento non pare essere di moda…

    ti parlo soggettivamente, questo racconto e gli altri tuoi che ho letto, sono uno più bello dell’altro… c’è una *fresca* e genuina originalità e genialità nel fondere immagini e sensi, che sento molto affine ad un sentire altro ed alto – pur restando ben piantato nella realtà contemporanea – che davvero mi ha piacevolmente sorpresa.

    ti ruberò almeno un racconto a settimana, per mio personale piacere nell’offrire e coltivare il bello delle cose…. oltre le mode.

    grazie per essere qui.

    nc

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  2. sì Natàlia, tu che puoi ruba :-) ruba altro a questo autore al quale faccio tanti complimenti.
    Devo recuperare molte letture, aveste postato un sacco!

    buona domenica a voi tutti e un bacio, a Gino ;-)

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