tras-fusione

Marzo ha giornate buone per specchiarsi
all’ombra di un castagno, spostare la nebbia
con un cenno, il volo d’una gazza.

Osservo con quanta naturalezza cambia
la stagione, mi segno il petto senza sapere
se questo è il momento giusto
m’immedesimo col fango e non sento
che il battito di mille animali attraversarmi
piano, un dilagare verde che s’incarna

potrei scrivere – ma non lo faccio ora? –
delle mie malattie, l’emorragia dell’alba
che mi lasciava bianca quando il giorno
illuminava la degenza
e il taglio sui fogli, immacolati, ritornati
in vita per ogni parola strappata alla bestia
che divorava il mio letargo

del fuoco che ha piagato l’erba
e di noi
che non sappiamo ancora
quando ci siamo persi.

5 commenti su “tras-fusione

  1. è un testo profondamente vero, frutto di tagli
    leggo una “rinascita” nell’origine “m’immedesimo col fango”

    grazie infinite Anna
    Elina

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  2. sono io che ringrazio voi per l’attenzione e la cura, la condivisione e l’empatia.

    ultimamente la scrittura è, per me, taglio e rinascita; esco spossata da quasi ogni cosa che scrivo…

    un caro abbraccio :-)

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