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L’arte è l’invocazione angosciosa di coloro che vivono in sé il destino dell’umanità. Che non se ne appagano, ma si misurano con esso. Che non servono passivi il motore chiamato “oscure potenze”, ma si gettano nell’ingranaggio in moto per comprenderne la struttura. Che non distolgono gli occhi per mettersi al riparo da emozioni, ma li spalancano per affrontare ciò che va affrontato. E che però spesso chiudono gli occhi per percepire ciò che i sensi non trasmettono, per guardare al di dentro ciò che solo in apparenza avviene al di fuori. E dentro, in loro, è il moto del mondo; fuori non ne giunge che l’eco: l’opera d’arte.

A. Schoenberg

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9 commenti su “(…)

    • Luigi, è un’interessante definizione. Io credo che l’esistenza stessa sia un assurdo, irrisolvibile…
      A presto

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      • Hai centrato il punto. L’esistenza è assurda, un’assurdità che noi abbiamo impiegato centinaia di migliaia d’anni non a capire, ma ad accettare. L’arte è la sua nostalgia, la nostalgia di un’assurdità che non siamo in grado di vivere e che se vivessimo ci renderebbe felici. Degli animali, ma felici.
        L

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      • degli animali ma felici … giusto Luigi.

        “e dentro, in loro, è il moto del mondo; fuori non ne giunge che l’eco”

        che meravigla questo passo Gino.
        un abbraccio.

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  1. c’è poi l’arte dell’astratto, un’arte ancora più assurda e irreale…
    la proiezione del mondo interiore di un individuo può essere indecifrabile a molti, e senza eco.

    dal canto mio, la migliore manifestazione di arte la possiamo ammirare nell’architettura, essa esiste ed è
    vivibile.

    (musica congelata, come scriveva Goethe!)

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  2. Carla, io credo che l’architettura non sempre sia arte, nel senso che raramente i manufatti architettonici toccano certe vette – parlo di architettura moderna, naturalmente. Lo affermo da modestissimo architetto quale sono.
    Ciao

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