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  • 1, 2, 6, 9…

              Uno, due, sei, nove… Ecco Roberto, cominciamo da qui. Per raccontare quello che per me avete significato tu e gli Skiantos stasera mi basta sfogliare le mie polverose agende dell’epoca, mentre ascolto con mia figlia tredicenne il frusciante abusato lato A di Mono Tono. Inutile dire che io a 13… Read more

  • In compagnia della Musa. La scrittura di Giancarlo Pontiggia

    Giancarlo Pontiggia, poeta, critico, traduttore dal francese e dalle lingue classiche è una figura schiva, appartata, ma che sin dagli anni Settanta ha dato un contributo determinante alla poesia italiana, sia come poeta – parsimonioso ma essenziale (Con parole remote, 1998 e Bosco del tempo, 2005) − che come osservatore attento e critico (Contro il Romanticismo. Esercizi… Read more

  • A Bologna se ne vanno tutti (un saluto a Roberto Freak Antoni

    Si potrebbe definire Roberto “Freak” Antoni uno tra gli artisti più sottovalutati in Italia. In un paese che ha la forma di scarpa, dominato dai tanti talent e dai pochi talenti, l’artista bolognese faceva parte di quell’avanguardia che sul finire degli anni settanta diede una scossa alla città bolognese. Figlio della rivoluzione studentesca del ’77, amico… Read more

  • Le cronache della Leda #1: A proposito di Davis con lavatrice

    Le cronache della Leda #1 – A proposito di Davis con lavatrice   L’Adriana e la Luisa, come sempre, con quel tono che sanno tutto loro, che hanno letto le recensioni sugli inserti culturali, alla fine mi convincono. In realtà mi prendono per sfinimento, sono pigra nel comportamento conversativo. Davanti alle chiacchiere e a una… Read more

  • Ombretta Ciurnelli, Scaline

    Ombretta Ciurnelli, Scaline Appunti di lettura e ascolto di Anna Maria Curci   Quando ho letto la prima volta, qualche mese fa, La città del vento. Poesie in lingua perugina (Edizioni Cofine, Roma, 2013) di Ombretta Ciurnelli, ho scelto immediatamente questa poesia, Scaline, per la ‘mia’ lettura, che prende sovente le forme e i suoni… Read more

  • 11 febbraio

    1963, Londra: riversa a terra, la testa nel forno a gas, al 23 di Fitzroy Road, casa un tempo di Yeats, c’è Sylvia Plath. «La casa di un poeta che amo» – aveva dichiarato – «è con me, al mio fianco. Questa è la mia torre all’ombra del faggio rosso e le sue rose sono… Read more