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Solo 1500 n. 23: fotografie di un terremoto scattate da un bimbo di nove anni (23/11/1980)
Continua a leggere: Solo 1500 n. 23: fotografie di un terremoto scattate da un bimbo di nove anni (23/11/1980)Solo 1500 n. 23: fotografie di un terremoto scattate da un bimbo di nove anni (23/11/1980) Le immagini veloci nella mente. La prima: io e mio cugino che di pomeriggio dobbiamo andare a vedere un film di Bud Spencer “lo sceriffo extraterrestre”, all’ultimo momento non andiamo. Il cinema poi crollò. La seconda: io, mia sorella…
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Facevamo servizio pubblico
Continua a leggere: Facevamo servizio pubblicoFACEVAMO SERVIZIO PUBBLICO Fu strano per un ragazzo di ventiquattro anni arrivare dalla provincia di Napoli a Milano. Arrivarci in gennaio con la nebbia, il freddo e tutti gli stereotipi piazzati lì davanti agli occhi e ai giacconi mai abbastanza pesanti. Era il 1996. L’anno, per me, delle prime sciarpe, la prima volta dei guanti.…
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[fiction] – NEGLI OCCHI MAI – Domenico Caringella (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: [fiction] – NEGLI OCCHI MAI – Domenico Caringella (post di natàlia castaldi)please, play: Mi chiamo Behram. Al mondo non ho nessuno. Solo le ombre delle persone che ho ucciso con queste mie mani. E da domani il mondo non avrà me. Gli invasori mi impiccheranno, alle dieci. Dicono che ho ucciso 931 persone. Uomini, donne, vecchi, bambini. Io ne ricordo 125, e ameno altri 150 li…
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Scritture – Davide Zizza (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: Scritture – Davide Zizza (post di natàlia castaldi)Havdalah al Café Qaifit di Gerusalemme[1] Non possiamo più vederci – mia isha – la Legge lo vieta. È doloroso il distacco da te; dentro me qualcosa muore. È un supplizio non vederti più – nour, nour dei miei occhi – non vederti più è come morire: nahy è la nostra vita.…
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“La Boemia è sul mare” di Ingeborg Bachmann
Continua a leggere: “La Boemia è sul mare” di Ingeborg BachmannIl mare dove non c’è? Un’esplorazione, questa, che si addentra nel regno dell’utopia. Lì, insieme allo scanzonato Tucholsky che vagheggiava il mare a Berlino incontriamo Franz Werfel, Ingeborg Bachmann, Franz Fühmann e Volker Braun che prendono le mosse dal Racconto d’inverno di Shakespeare. Una Boemia bagnata dal mare domina nei versi di Ingeborg Bachmann, che li scrive…
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“ciò che è stato”. Paul Celan: la poesia dopo Auschwitz (di Natàlia Castaldi)
Continua a leggere: “ciò che è stato”. Paul Celan: la poesia dopo Auschwitz (di Natàlia Castaldi)Quando Adorno scrisse «La critica della cultura si trova dinnanzi all’ultimo stadio di cultura e barbarie. Scrivere una poesia dopo Auschwitz è barbaro e ciò avvelena anche la stessa consapevolezza del perché è divenuto impossibile scrivere oggi poesie», non aveva ancora fatto i conti con la poetica di Paul Celan, con quel “ciò che è…