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Federico Federici- Le serpent tout entier
Continua a leggere: Federico Federici- Le serpent tout entierJ. Kubicki . SOLO ASCOLTO/http://cache.mypodcast.com/cached/leserpent_20090716_0816-463586-222827-3.mp3 . Riferimento: Federico Federici (Savona, 1974), laureato in Fisica. Dal 2000 al 2004 svolge attività di ricerca presso la sezione INFM del Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova, nell’ambito della Fisica dei biosistemi, occupandosi principalmente di microscopia confocale e microscopia con eccitazione a due fotoni. Ha pubblicato (a proprio nome,…
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Dammi la pianta dei miei pensieri- fernirosso
Continua a leggere: Dammi la pianta dei miei pensieri- fernirossosamgha- persona dimostrami il senso nella corsa dammi caduti e d(‘)anni nella bottiglia in quella poltiglia di inerti le farfalle inermi di quegli arti colati all’interno dammi l’ora l’oroscopo dei segni e d i l a v a da ciò che ancora non sono la paura come un prato di erbe gramigne…
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Cinque poesie
Continua a leggere: Cinque poesie12/09/’07 a dl Perché parlarne? Restano,d’accordo,ma esausti per continue richieste d’infinito silenziano i libri,la mente non pronuncia voto di obbedienza- guardali pure i venti ringhiosi,le brezze rinfrescanti, ma non schierarti: non ha prestigio,nome da difendere, non le importa se eccentrica la pensano o bislacca- parla da sola luce, a volte ride. 25/11/’07 a C. Rinnegano…
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Un sogno dentro un sogno (Edgar Allan Poe)
Continua a leggere: Un sogno dentro un sogno (Edgar Allan Poe)Questo mio bacio accogli sulla fronte! E, da te ora separandomi, lascia che io ti dica che non sbagli se pensi che furono un sogno i miei giorni; e, tuttavia, se la speranza volò via in una notte o in un giorno, in una visione o in nient’altro, è forse per questo meno svanita? Tutto…
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“ciò che è stato”. Paul Celan: la poesia dopo Auschwitz (di Natàlia Castaldi)
Continua a leggere: “ciò che è stato”. Paul Celan: la poesia dopo Auschwitz (di Natàlia Castaldi)Quando Adorno scrisse «La critica della cultura si trova dinnanzi all’ultimo stadio di cultura e barbarie. Scrivere una poesia dopo Auschwitz è barbaro e ciò avvelena anche la stessa consapevolezza del perché è divenuto impossibile scrivere oggi poesie», non aveva ancora fatto i conti con la poetica di Paul Celan, con quel “ciò che è…
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Gabriella Garofalo: una voce da ascoltare
Continua a leggere: Gabriella Garofalo: una voce da ascoltareQui per chi volesse porgere l’orecchio ad una voce contemporanea, a mio avviso, davvero interessante e particolare.
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Quale futuro (la ricerca del senso)?
Continua a leggere: Quale futuro (la ricerca del senso)?Enzo Campi Quale futuro (la ricerca del senso)? Premessa: questo pezzo è stato improvvisato sulla scorta e sulle fascinazioni dovute alla lettura dell’articolo “Il futuro che incarna la differenza” di Alessandra Pigliaru, consultabile qui http://www.giornalecritico.it/ Sul femminismo, sull’influenza e sulla pressione delle cosiddette “macchine sociali”, sulla donna come «evento» ho già scritto un libro (…
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Alla luna (Percy Bysshe Shelley)
Continua a leggere: Alla luna (Percy Bysshe Shelley)E, come una signora morente emaciata e pallida, che innanzi barcolla, nascosta da un trasparente velo, fuori dalla sua camera, guidata dai folli e flebili deliri del suo cervello snervato, l’animo si levò nel tenebroso est, una bianca e informe massa. Sei pallida perché sei stanca di scalare il cielo e fissare la terra tu…
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Si specchiano gl’inverni
Continua a leggere: Si specchiano gl’inverniGuardami affissa in rami di spezie freddi gl’inverni sugli occhi ogni parola mi nevica dentro in cava scavata dalle tue labbra che strusciano lente i feroci silenzi E ferma l’appiglio si mostra biancosporco sodo sotto i piedi infilati a chiodo e quando l’aria ritorna a fischiare tu mi rivolti i guanti baciando il polso ritratto…
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Manuela Dago – Anelli senza dita e altre poesie
Continua a leggere: Manuela Dago – Anelli senza dita e altre poesieManuela Dago, ecco una che lascia il segno. Consiglio la lettura di queste poesie. Scrittura che tocca, prende allo stomaco. Roba che non dimentichi. **** ANELLI SENZA DITA I corpi sono tronchi in cui puoi vedere gli anni a venire. I nostri piedi sono le scarpe di chi ci ha alzati per le braccia e…