Categoria: letteratura dell’esilio

Paola Deplano, Ricordo di Foscolo nel bicentenario di “To Callirhoe”

“Con tutta la sua dottrina e il suo ingegno, non avete perso niente se non avete visto Foscolo, egli è quello che il Dottor Johnson chiama ‘un compagno formidabile’, e si esprime col clangore di una tromba parlante, in un gergo misto di ogni… Continue Reading “Paola Deplano, Ricordo di Foscolo nel bicentenario di “To Callirhoe””

Bustine di zucchero #36: Nazim Hikmet

In una poesia – in ogni poesia – si scopre sempre un verso capace di imprimersi nella mente del lettore con particolare singolarità e immediatezza. Pur amando una poesia nella sua totalità, il lettore troverà un verso cui si legherà la sua coscienza e… Continue Reading “Bustine di zucchero #36: Nazim Hikmet”

«Come amo questi suoni». Appunti di una riflessione sull’architettura dell’esilio in Iosif Brodskij

«Ma la sonatina delle macchine per scrivere non è che l’ombra di quella musica potente» Osip Mandel’štam Per lo slavista – ma potremmo dire anche per il lettore non specialista – Iosif Brodskij (1940-1996) è stato uno dei più grandi poeti russi contemporanei e… Continue Reading “«Come amo questi suoni». Appunti di una riflessione sull’architettura dell’esilio in Iosif Brodskij”

Invito alla (ri)lettura: Nazim Hikmet

La poesia di Nazim Hikmet (Salonicco, 20/11/1902 [ma 1901] – Mosca, 3 giugno 1963) ruota attorno al mito del nòstos; da esso discendono tutti i temi principali che a loro volta confluiscono e decantano nel grande tema dell’amore (il che spiega la scelta del… Continue Reading “Invito alla (ri)lettura: Nazim Hikmet”

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