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I poeti della domenica #221: Guido Mazzoni, Uscire
Continua a leggere: I poeti della domenica #221: Guido Mazzoni, UscireUscire Esce di casa per una ragione, la dimentica, sale su un autobus, incontra le persone, le scherma col linguaggio, dice “studente fuorisede”, “tatuata”, “filippino” per non vedere il fuorisede, la donna tatuata, il filippino, poi viene travolto dalle frasi assurde, le mani colorate come animali onirici, come uccelli tropicali, l’anarchia degli altri. Da qualche…
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I poeti della domenica #220: Mariasole Ariot, Ottavo giorno
Continua a leggere: I poeti della domenica #220: Mariasole Ariot, Ottavo giornoOttavo giorno Nella chiara del giorno, la luce debole non ha nulla di invernale. Siamo bianchi come non lo siamo mai stati, l’occhio che ferisce si compiace di vedere. Affettami in questa gola perfetta, c’è un’eco che non diffonde. Perde fattezze mentre ci concediamo il verticale, ma l’orizzonte si pianifica, per orizzonte s’inganna. Non dire…
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I poeti delle domenica #219: Stefano Raimondi, Le luci delle case
Continua a leggere: I poeti delle domenica #219: Stefano Raimondi, Le luci delle caseStefano Raimondi, Le luci delle case da Il cane di Giacometti, Marcos y Marcos, 2017
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I poeti della domenica #218: Maria Borio, Senza un disinvolto piacere
Continua a leggere: I poeti della domenica #218: Maria Borio, Senza un disinvolto piacereSenza un disinvolto piacere ti accorgi che il corpo ha un’altra lingua e ogni parola è un inverno teso. Ciò che cova la magnolia è lo stormo in attesa di cibo, tutta la luce che in un giorno sorpassa predatori e prede. Tu non dirmi “col tempo”, non ho avuto, non ho dato, confluenze e…
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I poeti della domenica #217: Beppe Costa, devo ricordare
Continua a leggere: I poeti della domenica #217: Beppe Costa, devo ricordaredevo ricordare di maneggiarmi con cautela per non esplodere con tutta la forza sublime o devastante che sia purché sia . © Beppe Costa, in Per chi fa turni di notte. Poesie 1967-2017, Roma, Associazione culturale Pellicano, 2017
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I poeti della domenica #216: Fabio Orecchini, da “Per Os”
Continua a leggere: I poeti della domenica #216: Fabio Orecchini, da “Per Os”(Dalla sezione: Per os / somministrate parole) A togliere via dai resti le macerie, le carni dalle vesti a togliere via le bocche recuperare i denti a togliere via le lingue le gole dai tormenti Lasciare intatti gli occhi, intoccate le orecchie i corpi materia dell’acedia, le zone interdette il fuoco di parole che…
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I poeti della domenica #215: Emanuel Carnevali, da “Il primo Dio”
Continua a leggere: I poeti della domenica #215: Emanuel Carnevali, da “Il primo Dio”AD MAIOREM GLORIAM POESIAE Let them comb their hair – these grotesque shop girls – this funny way or that. Let them paint their lips to a red shriek. Let them powder their faces dry. I imagine them before their mirrors trying to produce a poem. AD MAIOREM GLORIAM POESIAE Si pettinino pure i…
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I poeti della domenica #214: Cesare Pavese, Terra rossa terra nera
Continua a leggere: I poeti della domenica #214: Cesare Pavese, Terra rossa terra neraTerra rossa terra nera, tu vieni dal mare, dal verde riarso, dove sono parole antiche e fatica sanguigna e gerani tra i sassi – non sai quanto porti di mare parole e fatica, tu ricca come un ricordo, come la brulla campagna, tu dura e dolcissima parola, antica per sangue raccolto negli occhi; giovane,…
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I poeti della domenica #213: Mario Socrate, Per due voci
Continua a leggere: I poeti della domenica #213: Mario Socrate, Per due vociPer due voci E sia. Tiresia ha chiuse le persiane. Dalle notti fallaci e reticenti – quei cieli pieni d’astri e così spenti – torna a salde ombre pomeridiane. Tocca ad altri affacciarsi: a queste umane nostre nature doppie e divergenti fiutando venti siderei e eventi. Alziamo allora il nostro sguardo da cane agli abissi…
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I poeti della domenica #212: Gottfried Benn, Requiem
Continua a leggere: I poeti della domenica #212: Gottfried Benn, RequiemDue su ogni tavolo. Di traverso tra loro uomini e donne. Vicini, nudi, eppur senza strazio. Il cranio aperto. Il petto squarciato. Ora figliano i corpi un’ultima volta. Tre catini ricolmi ciascuno: dal cervello ai testicoli. E il tempio d’Iddio e la stalla del demonio ora petto a petto in fondo a un secchio ghignano…