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Da bambina credevo che l’amicizia fosse qualcosa di sacro
Continua a leggere: Da bambina credevo che l’amicizia fosse qualcosa di sacroDi Serena Votano Da piccola l’amicizia era per me un patto inviolabile. Un valore a cui non avrei mai potuto rinunciare. Dicevo “per sempre” e ci credevo davvero. Gli affetti li immaginavo a compartimenti stagni. Da una parte la famiglia – fratelli o sorelle compresi –, di cui nutrivo solo certezze. Per la me…
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Perdere Cioran – Un ritratto, prima della filosofia
Continua a leggere: Perdere Cioran – Un ritratto, prima della filosofiaDi Giammarco di Biase Bisognerebbe che noi perdessimo Cioran. Per una serie di volte, sotto gli occhi, mentre cerchiamo di renderlo immediato a tutti i costi nei social, nel mondo inautentico dei post, delle immagini che moltiplicano le maschere. Cioran non si può interpretare, anzi è maniacale cercare di assoggettarlo ai massoni del web.…
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La melassa – Stagione 3: Libri su pellicola
Continua a leggere: La melassa – Stagione 3: Libri su pellicolaA cura di Annachiara Mezzanini Il manifesto Che impatto hanno i film sullo spettatore? Quali dettagli più nascosti e camuffati vengono, in verità, colti immediatamente dal nostro sguardo? Cosa ci incuriosisce davvero? Le pubblicità subliminali, i disegni erotici nascosti tra i frame dei cartoni animati, le scritte oltraggiose o quelle di propaganda. Un mucchio…
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Rileggere Madeleine Bourdouxhe
Continua a leggere: Rileggere Madeleine BourdouxheDi Mauro Massari Esiste un tipo di ingiustizia letteraria che assomiglia irrimediabilmente alla distrazione. Un libro esce, viene amato, anche celebrato, poi “sparisce” per un po’, come se la storia avesse chiuso la porta senza accorgersene. La donna di Gilles (Adelphi), pubblicato per la prima volta nel 1937, è uno di quei casi: raccomandato…
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I desideri acerbi e le colpe mature dell’adolescenza
Continua a leggere: I desideri acerbi e le colpe mature dell’adolescenzaDi Annachiara Mezzanini Magda Inari non è un corpo. È una voce. La sua voce sono gli occhi di Claudia ed Elvira, sorelle immerse nella campagna sicula, adolescenti sole che crescono all’ombra di un pino e di una madre. Sia l’albero sia la genitrice sono destinati a scomparire, mentre le due ragazze impareranno a…
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Il rave come ponte – Attraversare il Sirât di Óliver Laxe
Continua a leggere: Il rave come ponte – Attraversare il Sirât di Óliver LaxeDi Elena Cirioni Mani e braccia sollevano casse ai piedi di una montagna, nel deserto. Costruiscono un monolite solitario che si staglia nello spazio vuoto. L’immagine è chiara, pulita. Nella luce accentante la costruzione nera è un totem primitivo. Poco dopo, ai suoi piedi, si accalcano i corpi: persone che ballano sotto il battito…
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Parlare al morto, parlare a sé – Suicidio di Édouard Levé
Continua a leggere: Parlare al morto, parlare a sé – Suicidio di Édouard LevéDi Annachiara Atzei Il tuo suicidio fu di una bellezza scandalosa Suicidio. Già dal titolo, il libro di Édouard Levé determina una direzione. Ci avvicina pericolosamente al margine dell’esistenza conosciuta, la divide in due. La spezza. Racconta il destino personale dell’autore prendendo in prestito quello di un altro, specchiandosi in esso. Levé…
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Perché Béla Tarr diceva che il cinema è stupido
Continua a leggere: Perché Béla Tarr diceva che il cinema è stupidoDi Gabriele Doria Anche se sei tu a guidarmi / questa terra mi è ignota / è il diavolo probabilmente a guidarci / che gira e gira in cerchio Puskin 1 Béla Tarr usava dire che il cinema è una forma d’arte molto stupida. Nel realizzare un film, aggiungeva, bisogna mettere da parte qualsiasi…
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Han Kang e il tempo del bianco
Continua a leggere: Han Kang e il tempo del biancoDi Annachiara Mezzanini Attraverso i tuoi occhi, vedrò il cuore più interno e chiaro di un cavolo bianco, che nasconde le foglioline più preziose. Vedrò la freddezza di una falce di luna in pieno giorno. Prima o poi, vedrò un ghiacciaio. Contemplerò i riflessi azzurrini su ogni sfaccettatura di quell’enorme massa di ghiaccio…
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Volevo fare qualcosa di diverso insieme a Istvàn
Continua a leggere: Volevo fare qualcosa di diverso insieme a IstvànDi Giammarco di Biase Ho atteso giorni prima di scrivere di Flesh. Non ero mai pronto, non sono mai stato così poco pronto di fronte ad un’opera, Nella carne (Adelphi), e forse non sono pronto neanche adesso. Oggi mi viene in mente che è difficile parlare di David Szalay senza ripetere ciò che è…