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Il confine tra scomparire e restare – Alessandra Corbetta e Giovanna Cristina Vivinetto
Continua a leggere: Il confine tra scomparire e restare – Alessandra Corbetta e Giovanna Cristina VivinettoUna rubrica a cura di Annachiara Atzei “Ma davvero vivere e morire, assenza e presenza, sono totalmente distinti? E se lo scorrere del tempo – che tutto contiene, o forse no – perdesse la sua linearità, e passato, presente e ciò che ancora potrà accadere o essere si confondessero? E se quanto si…
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Il confine tra scomparire e restare
Continua a leggere: Il confine tra scomparire e restareUna rubrica a cura di Annachiara Atzei Inauguriamo oggi una nuova rubrica, che sancisce il ritorno della poesia inedita su Poetarum Silva. Abbiamo coinvolto poeti e poetesse di diverse generazioni e sensibilità e abbiamo chiesto loro di rispondere a una domanda che ci sembra fondamentale: “Qual è il confine tra scomparire e restare?”. Lo…
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Resti in negativo – L’opera postuma di Ivano Ferrari
Continua a leggere: Resti in negativo – L’opera postuma di Ivano FerrariDi Giammarco di Biase Una volta dissi a mia zia, indaffarata ma curiosa nel suo monolocale, che non ero interessato agli altri poeti. Che mi interessava soltanto di Ivano Ferrari. Era, a quel tempo, una certa lobotomia. Leggevo molto e, nello stesso periodo, molti poeti diversi. Poi, un chiarore, una luce né positiva…
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Vittorino Curci e la poesia come terra d’inquietudine
Continua a leggere: Vittorino Curci e la poesia come terra d’inquietudineDi Annachiara Atzei “la poesia dopo la poesia conserva il sapore di quegli/ anni./ la notte è serena e il fiume guadabile” Vittorino Curci, Terra dell’inquietudine Viene da un tempo senza via di scampo la parola poetica di Vittorino Curci, che in Terra dell’inquietudine (Musicaos, 2026) la usa come un fatto straordinario: spezza…
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Dove comincia il nostro patire – L’Epopea di Gilgameš
Continua a leggere: Dove comincia il nostro patire – L’Epopea di GilgamešDi Emanuele Macrì Quando si riflette sulle origini della letteratura, o su alcuni elementi di fondo di quella dimensione prettamente umana che è l’artificio del racconto, della narrazione, non è possibile trascurare quella che ad oggi è forse l’opera più antica giunta fino a noi, l’Epopea di Gilgameš. Si tratta di un testo filologicamente…
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La melassa – Stagione 3 ep 2: Poor Things
Continua a leggere: La melassa – Stagione 3 ep 2: Poor ThingsUna rubrica di Annachiara Mezzanini Poor Things La pallida copertina color avorio entra in scena dal basso, portata dalle mani minute di Bella. Attorno, l’azzurro del raso del suo vestito investe di luce lo sguardo, piccolo spicchio di cielo primaverile, da poco spuntato da dietro una nuvola. Il nero dei lunghi capelli…
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Motorman: l’anatomia impossibile e postmoderna di Ohle
Continua a leggere: Motorman: l’anatomia impossibile e postmoderna di OhleDi Leonardo Di Giorgio Per introdurre il protagonista del suo romanzo d’esordio Motorman (Cantoni Editore), David Ohle, scrittore statunitense nato nel 1941, affida l’ingresso in scena al corpo: «All’epoca il petto di Moldenke conteneva due polmoni e un unico cuore. Aveva avuto un’infanzia abbreviata, una quantità di gioventù e spensieratezza modesta»1 . Una sorta di…
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Si possono dire parole sotto lo zero?
Continua a leggere: Si possono dire parole sotto lo zero?Di Giammarco di Biase Si possono dire parole sotto lo zero? Quando l’acqua è pronta ad irrigidirsi? La comunicazione immagino si compia nei gesti, importanti per tracciare una strada, per dare delle direttive. Elena Mearini con Sottozero (Marco Saya Edizioni) trova la sua temperatura, tra le braccia assiderate della sua opera più matura. Ho letto…
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La solitudine è per me energia
Continua a leggere: La solitudine è per me energiaDi Serena Votano Perché ogni tanto dimentico che la mia solitudine non è solo mia? La nostra solitudine non è solo nostra. Essere consapevoli dei meccanismi che governano il mondo e la sua storia, rifiutarne ingiustizie e oppressioni e organizzarsi per combatterle, obbliga a molti compromessi e a qualche speranza, quel sentimento tenero e…
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Iran, anni Novanta: la repressione degli intellettuali raccontata nel graphic novel di Majid Bita
Continua a leggere: Iran, anni Novanta: la repressione degli intellettuali raccontata nel graphic novel di Majid BitaDi Annachiara Mezzanini Iran, inverno 1996. Diciassette anni dopo l’instaurarsi della teocrazia islamica. Ventuno intellettuali riuniti clandestinamente in un appartamento, l’unica luce che rischiara l’asfalto umido della città, nel buio della notte. La vita, da quel giorno lontano del 1979, riverbera solo di sfuggita, riempiendo le stanze fredde degli appartamenti. Oltre le finestre chiuse…