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La Madonna viola ha un pugnale nel petto più sotto una dark scatta una fotografia il metallo della lama, degli anelli, dei piercing tra i banchi un uomo prega al cellulare la schiena di un Cristo, palme sulle braccia trans in borghese fanno spesa al market ragazzini crackati la fanno tra la spazzatura eccoli dormire…
Arrivai ad abitare nel posto più bello del mondo. Odiare l’America? Ma se in America ci stava come dentro la propria pelle! Tutte le gioie dei suoi anni più giovani erano gioie americane, tutti quei successi e tutta quella felicità erano americani, e non doveva più tenere la bocca chiusa solo per disinnescare l’odio ignorante…
L’INSEGUITORE Troppo nitidi, troppo statici. Ho provato, quando mia moglie non guardava, a girarli e rigirarli tra le dita, gli occhiali, a far ruotare le lenti come trottole sul legno del tavolo. Niente da fare: dopo un po’ il metallo riacquista il suo peso e la lente rallenta sempre più fino a restare…
Quattro poesie ◊ Funerale Magari poi si leveranno le preghiere insieme con l’insanare delle maree d’umori e di pianeti. E tu sei il capitano d’una banda (nera): cagne di bufera, giovani assassini, obliqui prestigiatori (d’androgina avvenenza). Gravitando morte. E diverrai tuo malgrado il nunzio (scarnificato) del cataclisma — Imminente nel buio. Chiudo gli occhi. Non…
20 Il tuono, sulla spiaggia, ha un rumore più forte; sembra un incidente. Ti giri di scatto e non vedi nulla. La prima volta capisci solo quando vedi il lampo, in lontananza. Vulcano, oggi, è l’unica isola che si lascia guardare, le altre sono nascoste dalle nuvole o dalla foschia. Alla sua sinistra si distinguono…
Sicut beneficum Lethe? #5: Fausta Cialente Con un verso di Baudelaire (il verso iniziale della terza strofa di Franciscae meae laudes, dalla sezione Spleen et idéal, Les fleurs du mal) seguito dal punto interrogativo si apre una rubrica dedicata ad autori e autrici dimenticati troppo presto, o semplicemente – e altrettanto inspiegabilmente – ignorati. Il secondo romanzo…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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