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(Ad una certa ora) Ad una certa ora se ne vanno tutti ma io ho il mio daffare – nel cestino è rimasto un foglio accartocciato su cui avevo scritto a matita qualche verso (aggiungo che non ha mai sottolineato alcuna parola) – penso dovrà rimanere lì dei giorni prima che venga macerato per bene…
Cara Melania, in attesa di leggere il tuo prossimo libro che so verrà pubblicato a breve e che, dalle anteprime che ho letto in queste settimane, mi sembra confermare il gran bell’esordio di Campionature di fragilità, provo a dirti alcune mie impressioni sul tuo esordio poetico. In questi giorni l’ho riletto con maggiore attenzione,…
Il sogno del prigioniero Alba e notti qui variano per pochi segni. Il zigzag degli storni sui battifredi nei giorni di battaglia, mie sole ali, un filo d’aria polare, l’occhio del capoguardia dallo spioncino, crac di noci schiacciate, un oleoso sfrigolìo dalle cave, girarrosti veri o supposti – ma la paglia è oro, la lanterna…
Notizie dall’Amiata Il fuoco d’artifizio del maltempo sarà murmure d’arnie a tarda sera. La stanza ha travature tarlate ed un sentore di meloni penetra dall’assito. Le fumate morbide che risalgono la valle d’elfi e di funghi fino al cono diafano della cima m’intorbidano i vetri, e ti scrivo da qui, da questo tavolo remoto,…
Angelo Pellegrino, Poema lisergico, Milano, La Vita Felice, 2017, pp. 50, € 8,00 Oggi il sasso di fuoco È tornato ancora. Oggi sento i Passi lucenti del ragazzo chiamato. E vedo Il saliscendi ondulato del nostro coro Integrale. Coscienza malata Massa immagine paura, coro degradato che Procede spento sino al mio respiro Stavamo cercando proprio…
Il cruccio del padre di famiglia [1917] C’è chi dice che la parola Odradek derivi dallo slavo e cerca, in conseguenza, di spiegarne l’etimologia. Altri invece pensano che la parola derivi dal tedesco, e sia solo influenzata dallo slavo. L’incertezza delle due interpretazioni consente, con ragione, di concludere che nessuna delle due dà nel segno,…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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