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VASSALLAGGIO donna che il volto celate al suo sguardo lasciate che Serlo vi possa omaggiare; vi offre servigi, in onore egli soffre: mai vidi le ginocchia sue toccare terra e omaggiare alcun uomo potente; forse al suo zio, null’altri: eppure per voi in terra come biscia movrebbe. Egli ha buon sangue, e illustri natali,…
Moto retrogrado Te l’avevano detto Di ritrovare il transito Dal quale si salpa: Il posto senza nominativo E il tuo battito in un altro viaggio Una volta sola basterà. Amare una cometa, tra i rotoli di numeri: Ma come si fa, a capire così Bene e male Le dita di Cesare Augusto Che organizza…
Come se disarmato sulla testa d’albero del velame di quest’ultima regata, sulla boa di sopravvento tentassi completare la bolina con la vela rimasta nel pozzetto, per prendere le raffiche di poppa e tagliare la linea del traguardo nel valzer dell’insolite strambate. Un percorso da stato d’emergenza da vero giramondo dei mestieri, non mancato scontare…
il mattino presto guardando la stanza che circonda il quaderno si stupisce del movimento di rotazione del collo della possibilità di muovere gli occhi sin dalla prima infanzia quando c’erano bisogni che non sapevamo…. esprimere il pianto era interrogazione del reale la testa ondeggiava all’indietro….. le mani non sapevano afferrare come adesso che il…
(nosferatu) fritz w. plumpe alias murnau, perì per disgrazia negli USA. nikolaus nakszynski alias kinski abitava in subaffitto, 7 anni bonner strasse a berlino. io vivevo in campagna & mangiavo »zetti« di zeitz per la buonanotte con bacio-nocciola oppure in braccio stavo al tavolino da fumo col piano di bronzo, poi già più fuori che dentro,…
hubertusweg ….. sbarramento, crescita irta: il bosco prussiano è meccanica morenica, come se potesse ancora avanzare, parola per parola, quando fresco tra le foglie, con la pioggia che arriva, il vento —attacca e inizia il suo lungo, lento parlare per anni io stesso sono stato bosco di giorno nelle resistenze alla luce degli alberi, di…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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