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l’utilità del vaso sta nella sua capienza in quella sua funzione di comprendere e raccogliere di farsi intermediario di cose in fondo semplici è vero può cadere frantumarsi e l’entropia di certo non consente una ricomposizione bisogna fare il vuoto valorizzare il nulla che intorno ha prevalenza su tutte quelle cose che sembrano impedirlo…
Caminante en la historia: il profumo dello sguardo in Campi di Castiglia. Sulla poesia di Antonio Machado di Paolo Carlucci Primavera soriana, primavera umile, come il sogno d’un beato, d’un povero viandante, su brughiera immensa, di stanchezza addormentato! Pochi poeti come Antonio Machado (Siviglia, 1875 – Collioure, 1939) hanno saputo trasfigurare in toccante lirismo di…
#1 Torce la lira un Orfeo in agonia ed è torto il sangue se stilla in danze macabre il ritorno in risalita del tempo perduto come pietra fuor di traccia. Restano tre passi, Euridice cade, s’apprende, ancora come foglia morta cade, s’arrende. Venature di giada scorrono su un’ara di sale che fa più nero il…
Il 24 febbraio 2019, in occasione della presentazione del libro di Stefania Di Lino, La parola detta, ho rivolto alcune domande all’autrice. Riporto qui di seguito il testo dell’intervista (Anna Maria Curci) AMC: La tua scrittura entra nel vivo degli universali della poesia. Con questa espressione intendo una grammatica del poiein nella quale etica ed…
Ogni fiore quand’è il tempo apre il suo boccio e dà il suo profumo a chi lo vuole. Si aprì il mio cuore, palpitò e tremò nella sua purezza. Ma tu volgesti lo sguardo altrove. All’interno dell’articolo di Giuseppe Marchiori, All’insegna del rettangolo d’oro, in «Terraferma. Lettere e arti», Anno II, n. 2,…
Hanno i defunti un tempo ulteriore nei cimiteri. Vi compiono adorni di fiori e d’illusioni, per diventare presto della città silente comuni abitatori. Ma una pietà indistinta li consola anche allora che, privi d’ogni cura, esposti ad ogni ingiuria, trapassati da troppo lungo evo, di lor neglette sepolture ornate con gusto d’altri tempi, s’avviano…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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