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“IL TORO” racconto di GIUSEPPE MERICO E venne l’inverno e portò con sè tante e tali cose che nessuno di noi immaginava. Mia madre stendeva il bucato, vide le nuvole addensarsi tra le due colline che si baciano di fronte la nostra casa, dopo il vialetto, oltre il cancello. Mi disse che quelle nuvole non…
AMORE Prima scrissi questa poesia: Risalgo il sentiero di pietra del parco dell’università sotto la luna quasi piena le brune foglie di quercia sono rosse come foglie d’acero e io mi fermo a guardare i ragazzi che parlano e si abbracciano per loro ho pensato che mi sarei calata nel ricordo dell’amore così mi sono…
Puntavo il mio dito – l’indice verso qualcuno o qualcosa non so più chi né cosa. Puntavo il mio dito che all’improvviso, lentamente, si allungò: uno due tre centimetri. Si fermò riprese poi curvò senza permesso: gommoso e ammutinato disegnò spire volute ghirigori ricci mollicci nello spazio che mi dicono (è stabilito) a dimensioni tre.…
Una nota di lettura a “Città biografiche” di Luciano Mazziotta (2009).
Una nota di lettura a “Chernobylove” di Francesca Pellegrino.

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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