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Buon 25 aprile (la redazione) Ricordo troppe cose dell’Italia. Ricordo Pasolini quando parlava di quant’era bella ai tempi del fascismo. Cercavo di capirlo, e qualche volta (impazzava, ricordo, il devastante ballo del miracolo) mi è sembrato persino di riuscirci. In fondo, io che ero più giovane d’una decina d’anni, avrei provato qualcosa di simile tornando…
Poesie di Emiliano Zappalà —- —- —- —- Dettagli — — Quell’odore impossibile che fa il mare negli ultimi istanti d’azzurro, lo schianto d’ala sordo del gabbiano l’inchiostro degli scogli — – sono tutti dettagli immortalati dalla foto di un pazzo – — un attimo prima della pugnalata precisa del sole e del sangue che…
Si appresta un novembre buono. Dove tu eri restano denti e gusci di lumaca. Voglio stendermi lì riempire le tempie dei segni del tuo passaggio. Perché sono tutta la gente che ho incontrato . . perché il corpo ha memoria raccoglie l’acqua del contagio il pianto facile degli scomparsi. Ti chiedi dove finisce tutto il…
Fiori di lana Un hard disk pieno di poesie non vale nulla se non ci sei tu ti prendo ti porto via da qui in un posto dove non cresce l’addio Supererai o supereroi ancora non è chiaro il limite fiore che fai? ore che mai trascorreranno in pace senza che qualcuno le dominerà Alberi…
Una modesta proposta per difendere la gioventù dalle opere di poesia Così Hans Magnus Enzensberger intitolava nel 1977, su “Tintenfisch” la sua requisitoria contro “il lavoro forzato” dell’interpretazione nell’insegnamento della letteratura. Il brano fu tradotto in italiano da Alfonso Berardinelli l’anno successivo, per i “Quaderni piacentini” e si trovò, come ricorda Stefano Benni, al centro…
La poesia: leggerne tanta, tentare di dirne, e ritrovarsi ogni volta al punto di partenza, indifesa, come davanti al mistero della vita stessa. Questa la sensazione che provo ad ogni nuova lettura che non assomigli ad un cliché già conosciuto, metabolizzato, ma anche la sensazione più bella: l’irrinunciabile sfida per mettermi alla prova, cercando di…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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