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Credo che l’attrazione verso ciò che non si conosce e la curiosità a esplorare sempre nuovi territori anche lontani da noi siano due motori complementari che permettono di fruire dell’arte, immergervisi e poi rielaborare quest’esperienza per farla propria, e che siano motori che permettono di allargare il nostro bagaglio culturale, sempre. Tutto questo fa parte…
Un forte mal di testa Era la prima briscola che vedeva da quattro mani ed era tentato di giocarla subito. Esitava perché aveva paura che il ragazzino avesse in mano il sette di denari, conservato fino all’ultimo per portarsi a casa l’asso di coppe, che in quel momento giaceva solitario sul tavolo davanti a lui.…
Solo 1500 n. 68 – Pasquale Romano (o come se niente fosse) Dalle parti da dove vengo io si muore ancora, per sbaglio. Si muore a trent’anni poco prima di una partita di calcetto. Si muore così, perché un maledetto killer ti scambia per un altro. Qualcuno dice che si muore perché ci si trova…
Due poeti contemporanei scelgono un testo di un autore straniero e lo traducono per Poetarum silva. Un confronto sulla traduzione tra diverse sensibilità. Un’occasione per scoprire poeti che non si conoscono o riscoprirne altri con un vestito nuovo. I post non avranno cadenza regolare, perché soggetti alle tempistiche dei traduttori invitati, ma ci auguriamo che…
[…] in questi anni si sono stratificate molte esperienze, esistenziali e liriche, e alla fine ne è venuto fuori un voyage en forme de prose (e poesie) […] Francesco Forlani (a breve ordinabile da QUI) dalla sezione Canti da Ring La redazione di Canti da Ring risale ai primi anni del duemila in pieno poetico…
a V. e M.] Le parole che vennero dopo (racconti di_versi – parti della prima parte) [stride è necessario rientrare. (è questo il bisogno di raccontare?) le voci, quelle voci, ancora tra i capelli, numeri e polsi [ e la mia pelle è una stella, un asterisco per rimandare una cantilena a memoria, o solo…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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