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Nasce la nuova rubrica ‘Nocturnes’, che intende suggerire un ascolto musicale accompagnato da una breve nota di commento. ‘Nocturnes’ perché il notturno è una forma musicale libera, così come sarà libera la scelta dei brani qui proposti, che cercheranno di illustrare la complessità dell’intreccio di più arti (musica, letteratura, danza, pittura…) per comporre uno scenario…
Ciao Pasquale prima tre domande di servizio, da uno a dieci quanto te ne frega del circuito underground? Esattamente quanto al circuito underground frega di me (inserisci tu una cifra) Milano vale ancora la pena? Milano vale sempre la pena come Londra, Oporto, Sydney o Pizzo Calabro … sono i milanesi a non valerne abbastanza…
Al d’Orsay In venti, in trenta, accalcati davanti a un Van Gogh, uno a caso, ignorando i tre Gauguin alle spalle o i Bonnard della stanza accanto, con i loro zaini, le borse con gli acquisti ore in coda sotto l’acqua per vedere niente. Cosa verranno a fare e noi cosa speravamo? Di poter stare…
Nel 2005 Alina Marazzi realizza un documentario dal titolo Per sempre, che parla della vita di clausura: cinquanta minuti sull’esperienza odierna di alcune monache di più conventi visitati, “esplorati”, e su una “scelta definitiva”, indagata con occhio estremamente curioso, che poi è il motore vero – e sincero – che conduce il racconto. Passando per…
Questa rubrica prende il nome da un testo del 1976 di Reiner Kunze, Die wunderbaren Jahre, Gli anni meravigliosi. Si trattava di prose agili e pungenti, istantanee veritiere – e per questo tanto più temute – su diversi aspetti della vita quotidiana dei giovani nella DDR degli anni Settanta. Come ricorda Paola Quadrelli nel bel…
. Il malato immaginario ha, evidentemente, paura di ammalarsi, ma per quale motivo? Semplicemente, per il corollario di qualunque malattia: la morte. Perché abbiamo paura delle malattie? Perché non vogliamo morire. Questa pièce è stata così definita “une authentique comédie de caractère, la plus hardie qu’on ait jamais imaginée: la comédie de la peur de…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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