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Sylvia Plath (27/10/1932 – 11/02/1963) EDGE The woman is perfected. Her dead body wears the smile of accomplishment, the illusion of a Greek necessity flows in the scrolls of her toga, her bare feet seem to be saying: we have come so far, it is over. Each dead child coiled, a white serpent, one at…
di Vincenzo Frungillo * Il vantaggio di studiare la scienza è vedere tutto nella sua funzione, prepararti all’amministrazione, lasciare la linea d’ombra dell’adolescenza. Una cosa è importante nelle leggi: sabotare le costanti, metterle alla prova, rinvenire la variante, ciò che resta pur se cambia. Nelle cavie da laboratorio si ripete il sacrificio, l’innominato destino di…
Appunti di moleskine La moleskine e le poesie di Walcott in cucina: oggi leggo e scrivo qui, con l’affacciata ad est, e mi abbandono un po’, dimenticandomi – fuori il feroce Minosse si è calmato, la pietà del clima ironizza una frescura fuori stagione; ritorno alle mie pagine, cerco un finale per un articolo, la…
La rubrica prende il nome da un testo del 1976 di Reiner Kunze, Die wunderbaren Jahre, Gli anni meravigliosi. Si trattava di prose agili e pungenti, istantanee veritiere – e per questo tanto più temute – su diversi aspetti della vita quotidiana dei giovani nella DDR degli anni Settanta. Come ricorda Paola Quadrelli nel bel volume «Il partito…
Solo 1500 n. 83 : Django unchained (il critico e il tifoso) Django è un film fatto benissimo, questa è la prima cosa da dire. La seconda cosa da dire è che Quentin Tarantino fa film alla vecchia maniera. Usa ancora la pellicola, gira con una sola macchina da presa, nessuna apparecchiatura elettronica sul set…
‘Trockne Blumen‘ (Fiori secchii) è il diciottesimo Lied tratto dal ciclo ”Die schöne Müllerin” (La bella mugnaia) composto nel 1823 da Franz Schubert, su testo di Wilhelm Muller. La forma di questo Lied romantico viene riproposta da Schubert in una composizione postuma (op. 160 D 802): le Variazioni sul tema ‘Trockne Blumen’ per pianoforte e…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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