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Giuseppe Merico – Il guardiano dei morti – Perdisa Pop 2012 Premessa: Mi chiedo se si possa recensire un libro nel quale l’autore ti abbia inserito nei ringraziamenti. Me lo chiedo dopo aver letto questo libro per la seconda volta, dopo essere arrivato in fondo e aver esclamato: Cazzo! Mi domando se sia giusto. Mi…
«Io mi considero una donna della stagione dell’emancipazione, una parola che nell’esplosione del femminismo in Italia è caduta in disgrazia, ma che io rivendico invece, perché attraverso questo percorso ho preso consapevolezza: […] ho appreso che molte [donne] entravano nella Resistenza per il padre, i fratelli, la casa distrutta, ma attraverso questo percorso dei sentimenti…
Me l’avrà chiesto già un centinaio di volte. “E così, sarebbe venuto a trovarla un angelo, per annunciarle la fine del mondo?” Io davvero non so più come rispondere. Intanto quel “sarebbe” mi suona sempre più offensivo. Che non mi crede l’ho capito, non sono mica scema. Pazza, forse, come pensa di certo lui, ma…
La rubrica prende il nome da un testo del 1976 di Reiner Kunze, Die wunderbaren Jahre, Gli anni meravigliosi. Si trattava di prose agili e pungenti, istantanee veritiere – e per questo tanto più temute – su diversi aspetti della vita quotidiana dei giovani nella DDR degli anni Settanta. Come ricorda Paola Quadrelli nel bel volume «Il partito…
Stopping By Woods on a Snowy Evening Whose woods these are I think I know. His house is in the village though; He will not see me stopping here To watch his woods fill up with snow. My little horse must think it queer To stop without a farmhouse near Between the woods and frozen…
Solo 1500 n. 76 : Marco, il signor Hood Se penso, soprattutto, agli ultimi quindici o vent’anni sono più le volte che Marco Pannella mi ha fatto incazzare che quelle in cui mi abbia trovato d’accordo con lui, ma saperlo lì, ricoverato in ospedale (poi scappato a casa contro la volontà dei medici e costretto…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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