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Le cronache della Leda #7 – Il cappotto verde Non sono mai stata un esempio di eleganza nel vestire. Eleganza in senso classico. Se si dovesse classificare il mio abbigliamento, quello di quasi tutta la vita, bisognerebbe usare termini come sobrietà e praticità; con questo non voglio dire che mi manchi il…
. da Inverno 1996-’97 5. Ciò che mi frega è lo specchio. Di quando mi ci metto davanti. Profilo; di fronte; di nuovo profilo. Non sono mica contento. Riprovo. Profilo; di fronte; ah, dimenticavo: tre quarti. Patemi del tipo La bella del reame. Ma, d’altra parte, ognuno ha le sue miserie. Poi mi tiro su…
. “Cimitero/Altre direzioni”, dice un cartello al bivio di un paese. Poesia involontaria dei piani regolatori, umorismo nero su fondo turchese. Qualcuno ride probabilmente, qualcuno riflette sull’alternativa. O la borsa o la vita! Se vai di qua, perdi tutto perché si muore. Se vai di là, sopravvivi in qualche modo, ma per una direzione che…
Da un tempo all’altro (poesie inedite di Luciano Benini Sforza, dalla raccolta omonima) ◊ . I Sulle ginocchia . La terra che non smotta, l’onda ferma . prima del suo crollare è sulle tue ginocchia. . …
1. vengono alla superficie pensieri neri tenebrosi volare dalla finestra inabissarmi in quell’albero di ciliege che nasce sotto casa splendente luminoso nelle primavere improvvisamente senza un segnale fiorisce grappoli di vita felice inizia così la stagione dove nessuno immagina di dover morire . 43. i cattolici visti dal sottoscritto erano solo dei poveri necrofori e…
Questo intervento segue e conclude quello pubblicato stamattina. «L’Italia che vorrei». Le Confessioni di Ippolito Nievo e Noi Credevamo di Anna Banti e Mario Martone: tre ‘Risorgimenti’ che si stringono la mano. Seconda parte © Alessandra Trevisan 3. Contro i ‘revisionismi’: la prospettiva novecentesca di Anna Banti Anna Banti[1] pubblica Noi Credevamo nel 1967, in…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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