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Per riprendere una ben nota definizione di Umberto Eco che già negli anni Sessanta abbracciava opere tanto diverse come l’Ulisse di Joyce e la musica di John Cage, si potrebbe dire che quella di Annamaria Ferramosca è un’opera aperta, sia nel suo complesso che in ciascuna singola raccolta. Se dovessi trovare un modello per il suo dettato,…
Sono ancora io? Cosa significa questo assemblaggio di sillabe? Niente. Più niente. Io non sono più io, sono un simbolo, il punto estremo dell’umanità, l’uomo finale, l’ultimo. È la prima volta che appare qui da noi in Italia Quinzinzinzili, inquietante e disilluso romanzo post apocalittico di Régis Messac, scritto e pubblicato nel 1935,…
«Una strana amicizia, i libri hanno una strana amicizia l’uno per l’altro. Se li chiudiamo nella mente di una persona bene educata (un critico è soltanto questo), lì al chiuso, al caldo, serrati, provano un’allegria, una felicità come noi, esseri umani, non abbiamo mai conosciuto. Scoprono di assomigliarsi l’un l’altro. E ognuno di loro lancia frecce, bagliori di…
Domanda e risposta: due entità complementari, eppure l’una genera l’altra, in un interscambio potenzialmente infinito, mai esausto, mai uguale a se stesso. La sintesi dell’incontro, il binomio preferito della conoscenza. E della curiosità. “Intervista” è solo il nome che ne racchiude l’atto e l’intenzione ma, in questa rubrica, protagonista sarà il dialogo – l’incontro – lo…
Con Piccole cose connesse al peccato (Feltrinelli) Lorena Spampinato torna a esplorare il limbo tra infanzia e adolescenza, a distanza di tre anni dall’uscita de Il silenzio dell’acciuga (Nutrimenti). Il romanzo si svolge nel tempo di un’estate. È il 1996. Annina, la giovane protagonista, lascia Catania per passare le vacanze nei pressi di Taormina con sua cugina Enza…
È di parecchi anni fa la notizia della (presunta) bufala del minimalismo di Carver, quel particolare stile letterario che prese piede negli Stati Uniti verso gli anni Ottanta, caldeggiato (e forse addirittura plasmato) dal suo editor, Gordon Lish. Che tagliava, tagliava, fino a far diventare – appunto – minimale ciò che minimale non era, o non lo era…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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