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Un po’ di febbre . Da qualche giorno aveva un po’ di febbre. Anzi era certo che si trattasse di un morbo tubercolare. Sapeva, in breve, di dover morire. Però doveva farsi tagliare ugualmente i capelli, e la barba. Certo, aveva capito che anche chi sa di morire non può sfuggire alle cose di tutti.…
Notte, la notte d’ansia e di vertigine quando nel vento a fiotti interstellare, acre, il tempo finito sgrana i germi del nuovo, dell’intatto, e a te che vai persona semiviva tra due gorghi tra passato e avvenire giunge al cuore la freccia dell’anno… e all’improvviso la fiamma della vita vacilla nella mente. Chi spinge muli…
26 novembre 2005, Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Nella sala gremita tutti ascoltano con attenzione l’intervento conclusivo del seminario nazionale Lend Lingue e culture: una sfida per la cittadinanza. L’intervento è di Tullio De Mauro e porta il titolo Linguistica educativa: una scommessa per linguisti e insegnanti, una risorsa per l’educazione linguistica democratica.…
Mentre comincio a scrivere mi rendo conto che non è facile ricordare in un breve ritratto Tullio De Mauro. Il “professore” per chi scrive è stato un luminosissimo faro, un costante punto di riferimento e un’immensa pagina da consultare per ogni dubbio sulla lingua. Nato a Torre Annunziata nel 1932, Tullio De Mauro è stato…
Nascita Montagne: nero, silenzio e neve. Rossa dal bosco scende la caccia; Oh, che sguardi muscosi hanno le bestie. Silenzio della madre; sotto pini neri S’aprono le mani addormentate Quando incolore appare la fredda luna. Oh, la nascita dell’uomo. Notturna fruscia Acqua azzurra al piede delle rocce; Tra i sospiri guarda l’angelo caduto la…
Teresì, buono Natale! Penza, oinè, ca ‘o Bammeniello fattose ommo è tale e quale comm’ a ll’ate, grussiciello, ‘ncopp’ ’o munno scellarato, senza fa’ male a nisciuno, secutato e maltrattato, ‘ncroce, oi né, jette a fernì! E ‘st’esempio ca te porto, Teresì, tienilo a mmente, ca pur’io, ‘nnucentamente, chi sa comme aggia murì! Nun vo’…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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