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Il 3 gennaio del 1924 morì a ventiquattro anni di tubercolosi Jiří Wolker. Aveva fatto in tempo a pubblicare due raccolte di poesia, Host do domu (trad. it.: “L’ospite in casa”), nel 1921, e, l’anno successivo, Těžká hodina (trad. it.: L’Ora difficile), che tuttavia avevano lasciato un segno. Tra i poeti, i critici e gli artisti…
Cocci C’è silenzio in stanza intorno alla fiamma danzano farfalle ignare. Ho raccolto i cocci scritti su bianco cercando di te aspri sentieri di vuota memoria. Sull’ebano della vita leggo alcune istruzioni che non sono le mie. Non ho ancora imparato. Confini Non parla più la tavola celeste in questi giorni di maggio. Saprò…
Periferia Un giorno come un altro, con ancora la storia di Tenora nella testa e una strana sensazione d’impotenza, ho preso l’auto e infilato la pianura verso nord, determinato a passare del tempo completamente solo. E già questa iniziativa, avrei dovuto intenderlo, non poteva che produrre risultati singolari. Non c’è che dire. Tuttavia avvertivo l’esigenza…
Sarà un anno, o due, che hanno portato la notizia. Uno afferrò il tuo braccio, un altro la mia mano, insieme afferrammo il legno della morte, insieme facemmo un fuoco nel giardino illuminammo tutto, tutto fino al buio. Sarà un anno, o due, che una voce ci disse è stato, che un’altra ci disse…
Parlano ancora della periferia dell’abbandono e dei polacchi, i miserabili polacchi che giocano da soli. Sono dei fuoriusciti, profughi come le cose, tutto il marciume che abbiamo intorno ai letti, tutte le malattie. Di fuori ricchi e dentro il gelo, un gelo da polacchi, da gente in fuga. Le chiamano Case delle bambine Ebree…
Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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