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se di timore si ottengono i pregi dell’onta un conto tende a liquefarsi pudore subcosciente e vestigia riflessi d’ottone sovrimpressioni al gòcciolo dell’ossuto torquato e riflesso oltrefalso Maria Grazia Galatà
Tu che di me fai preda con i tuoi capelli trappole dolcissime per le mie dita. Tu che mi rapisci nel gorgo dei tuoi occhi e mi fai cadere senza pace nella tua anima bruciante. Tu che mi accarezzi con morbide labbra e poi mi fai a pezzi con il feroce morso. Abbi pietà di…
Imbarcare acqua il mio coraggio era acqua comunque son qui ancora non mi cerco un lavoro mi chiedo cos’ho intorno domani mi spaventa (come parola) mio marito si deve operare vomita ha paura gli fanno la colonscopia domani lui pensa a sua madre la chiama tutti i giorni. non so ci son delle volte che…
Il respiro mi manca perché non respiro sono circondata da aria ma non respiro La finestra… Eccola, aprila Ma non c’è aria No! Ferma! Figlia Sorella Siamo qui Guardaci Le voci I volti Vorrei tener con me Lo so, non posso Dolcemente sfioro le guance Una carezza Addio
A Laura stanno ricrescendo i capelli, ha il sorriso bello, gli occhi lucidi e scuri: “non ero preoccupata per me, pensavo piuttosto ai miei figli “. E’ così che dovremmo essere, roccia e sempreverde insieme. Ci attacchiamo alla vita quando sfiancata oscilla e minaccia di cadere a terra come un frutto maturo, non vogliamo perdere…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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