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Marco Aragno. Zugunruhe, Lietocolle 2010 Ho scoperto le poesie di Marco Aragno, un po’ di tempo fa, girando sul web, credo sul blog di un’amica comune. Leggendo i suoi versi – e non conoscendolo – non avrei mai supposto la sua giovanissima età. Ho voluto approfondire, leggere altro. Marco, come me, crede nello scambio, nel confronto…
Quando inizia la tua favola sintetica? Cerchi il paradiso, rifiuti il tuo inferno. Le domande nella testa si affollano, si moltiplicano, scoppiano, e tu le vorresti cancellare. Una pastiglia, una pastiglia, please. Una pastiglia per ballare, una per dimenticare, una per dormire, una per non sentire il dolore. Accendi la televisione, annega nel computer, ricopri…
Una risata disseppellirà: Angelo Orlando Meloni di Francesco Forlani C’è un libro, Io non ci volevo venire qui, (ed. Del Vecchio) di Angelo Orlando Meloni di cui vorrei raccontarvi ma per poterlo fare ho bisogno di proporre le seguenti considerazioni preliminari. Quando vedo una scena con Peter Sellers non riesco a trattenere le risate. Al contrario, quando…
Non c’è un movimento adatto per questa dissoluzione. Sta belando sui cantoni di tutti e non si traduce in nome. E’ una portante dialettica coincisa, assomiglia forse ad un battito d’ali mentre le percorremmo le ciglia. Non mi dire così, Asella, lascia che percuota il nome che devo, che lo faccia battere ed assomigliare a…
Sei tu lo stradario perfetto, lasciato aperto su una pagina a caso, una mappa lombrica parole, segmenta l’altrove col come. Se mi pensassi straniero, in una nuvola vuota, in un percorso bislacco e remoto, sarebbe protezione di specie, affabile sensazione di mantello bianco di lupo di branco. Se mi fingessi pallido, lercio, dickensiano orfanello danzante…
Cenerentola in cerca della fata smemorina allarme allarme! credevate che i versi di moine conducessero a fiabe (chi sarà mai costei che li ammannisce?) zac tagliatela sul nascere la lingua che s’innesta sui giardini di faeria maldestra fu tempo fa che vidi “Il topo” e Jodorowsky ne previde tanto di cancro e di metastasi cominciano…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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