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scena 2. RITIENE IMPOSSIBILE DIRE LA CURVA COSÌ COME È TRACCIATA, lievemente, dai capelli umidi vicino alla orecchie o la poesia che non risiede, se non sussurrata, in un paio di slip di cotone, ripiegati, sul bordo di una vasca da bagno, rivestita di piastrelle azzurre e spente; nessuna finestra. scena 1. LE CICATRICI BRUNE…
«Dottoressa Monanni, può venire nel mio ufficio?». «Arrivo subito, capo». Antonia Monanni aveva abbassato svelta la cornetta, prima che il Procuratore capo potesse ribadirle poco civilmente che non voleva essere chiamato capo. Era uscita dalla sua stanza, aveva percorso il tortuoso corridoio della procura, evitando le scorciatoie che l’avrebbero di sicuro condotta a perdersi nei…
Le fiamme ci avvolsero sotto i nostri passi l’abisso si aprì un silenzio di latte di gelo d’ossa ci avviluppò di un alone tu sei la trasfigurata la mia sorte ti ha scassato i denti il tuo cuore è un singhiozzo le tue unghie hanno trovato il vuoto tu parli come il ridere i venti…
Aver pietà dei ricchi cercarli passando un piede dopo l’altro mettendo acqua nella neve. dove poteva esserci Piazza Borromeo – non c’è bisogno d’ombrello quando nevica dicevi togliendo dita di manciate di neve dal colletto – cercarli quei tenui cannibali quei nemici così facili da perdonare docili attaccapanni fragili mummie in riso sui loro reciproci…
Heinrich Böll scrisse Nicht nur zur Weihnachtszeit (racconto tradotto in italiano con il titolo Tutti i giorni Natale) sessant’anni fa. Trent’anni fa l’ho letto per la prima volta e torno spesso a scorrerne le pagine, sempre spiazzata dalla attualità della sua satira, nella duplice dimensione pubblica e privata. Allora largo a zia Milla e alla sua…
Paola Quadrelli, «Il partito è il nostro sole». La scuola socialista nella letteratura delle DDR Nota di lettura di Anna Maria Curci «[…] stranamente il linguaggio della letteratura sembra essere quello che più si approssima oggi alla realtà dell’individuo[…]. Forse perché nella letteratura è sempre contenuto il coraggio morale dell’autore – il coraggio della conoscenza…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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