In evidenza

La rubrica prende il nome da un testo del 1976 di Reiner Kunze, Die wunderbaren Jahre, Gli anni meravigliosi. Si trattava di prose agili e pungenti, istantanee veritiere – e per questo tanto più temute – su diversi aspetti della vita quotidiana dei giovani nella DDR degli anni Settanta. Come ricorda Paola Quadrelli nel bel volume «Il partito…
di Luciano Mazziotta La poesia liminare de La distrazione, silloge di Andrea Inglese pubblicata nel 2008, si apriva con un distico molto rilevante. “Non posso non raccontare la mia storia./ Chiamo questo: calamità autobiografica.” Il sintagma che più ci interessa è proprio l’ultimo, “calamità autobiografica”, in cui sembra appunto intravedersi la poetica anche futura dell’autore.…
COURT AND SPARK Love came to my door With a sleeping roll And a madman’s soul He thought for sure I’d seen him Dancing up a river in the dark Looking for a woman To court and spark He was playing on the sidewalk For passing change When something strange happened Glory train passed through…
Solo 1500 n .70 – L’uomo col bianchino Lo vedo, che saranno quindici anni, tutte le mattine, molto prima dell’ora dell’aperitivo, l’uomo arriva al Caffè Scala e ordina un bicchiere di bianco. Avrà sessant’anni, distinto, ben vestito. Casual da benestante. Le uniche cose che potrebbero far pensare a un bevitore sono le borse…
Nasce la nuova rubrica ‘Nocturnes’, che intende suggerire un ascolto musicale accompagnato da una breve nota di commento. ‘Nocturnes’ perché il notturno è una forma musicale libera, così come sarà libera la scelta dei brani qui proposti, che cercheranno di illustrare la complessità dell’intreccio di più arti (musica, letteratura, danza, pittura…) per comporre uno scenario…
Ciao Pasquale prima tre domande di servizio, da uno a dieci quanto te ne frega del circuito underground? Esattamente quanto al circuito underground frega di me (inserisci tu una cifra) Milano vale ancora la pena? Milano vale sempre la pena come Londra, Oporto, Sydney o Pizzo Calabro … sono i milanesi a non valerne abbastanza…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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