Cartoline persiane#4 – di Andrea Accardi

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Caro Rhédi,

l’Occidente crede molto nell’emancipazione delle genti attraverso la cultura. Lo dimostra la fila interminabile che c’è sotto il sole di fine giugno davanti agli Uffizi di Firenze, dove si può ammirare tra le altre cose la Donna sulla conchiglia di tal Botticelli, maestro del Rinascimento italiano. Dopo avere aspettato per ore sudando e sbuffando, sono finalmente entrato. I quadri erano naturalmente sotto vetro, ma una disposizione strana delle luci rendeva impossibile vederli interamente. Da vicino, comparivo io in primo piano, sovrapposto al dipinto. Mi sposto, e metà tela è coperta di riflessi. Mi allontano ancora, ed eccomi di nuovo, stavolta rimpicciolito di sbieco, come quel pittore spagnolo che aveva inserito sé stesso in una propria opera di corte, leggermente defilato. Diventavo così un marinaio fiammingo, uno spettatore del Calvario, l’incarnazione di una Virtù… Mi trasformavo insomma in un personaggio per ogni quadro, e tutto grazie a quell’eccentrica illuminazione. Vedi, Rhédi, quelle che sembrano apparentemente sviste e strafalcioni in realtà sono il modo italiano per raggiungere la perfezione. Pensaci, l’America non è stata scoperta navigando nella direzione sbagliata? E la stessa Torre di Pisa, non deve forse alla stortura la sua fama? Qui ogni errore umano è in realtà qualità aggiunta, colpo d’ali, rivelazione del genio. Questo sì che è Umanesimo!

Ps: Nei prossimi giorni prenderò da Livorno la nave per la Sicilia… Chissà dove arriverò in realtà!

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3 comments

  1. E se guardandoti nel riflesso hai visto un naso che pende un po’ da una parte, è anche quello qualità raggiunta :)

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