Una poesia di Cristina Campo

Oltre il tempo, oltre un angolo

What sorrow
beside your sadness
and what beauty

W.C. Williams

Troppe cose hanno accolto le tue palpebre
l’attenzione t’ha consumato le ciglia.
Troppe vie t’hanno ripetuta,
stretta, inseguita.

La città da secoli ti divora
ma per te travede, sogno e sfacelo
di luci e piogge, lacrime senili
sulla ragazza che passa
febbrile, indomabile, oltre il tempo, oltre un angolo.

Ritorna! Gridano i vecchi di Santa Maria del Pianto,
la ronda della piscina di Siloè
con i cani, gl’ibridi, gli spettri
che non si sanno e tu sai
radicati con te
nel glutine blu dell’asfalto
e credono al tuo fiore ceh avvampa, bianco –

poiché tutti viviamo di stelle spente

3 comments

  1. Ti sono davvero grata, Antonella, per aver riproposto questa poesia di Cristina Campo, da lei stessa così amata, da indurla a ritornare sul testo, tanto che, accanto a quella che tu riporti e che fu pubblicata sulla rivista “Paragone” nell’ottobre del 1958, del testi esiste una versione con alcune varianti, che Cristina Campo inviò al poeta e amico Remo Fasani:

    Troppe cose hanno accolto le tue palpebre
    l’attenzione ti ha consumato le ciglia.
    Troppe vie t’hanno ripetuta,
    stretta, inseguita.

    La città da secoli ti divora
    ma travede per te, sogno e sfacelo
    di luci e piogge, lacrime senili
    sulla ragazza che passa
    febbrile, indomabile, oltre il tempo, oltre un angolo.

    Ritorna! Gridano i vecchi di Santa Maria del Pianto,
    la frotta della piscina di Siloè
    con i randagi, gl’ibridi, gli spettri
    che non si sanno e tu sai
    radicati con te
    nel glutine blu dell’asfalto
    e credono al tuo fiore che avvampa, bianco –

    poiché tutti viviamo di stelle spente.

    A te, Antonella, il mio saluto riconoscente.

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