L’erba in bocca di Jolanda Insana

balbetto ai confini del reame ricco di grano vero
picchiata dalla fame mi fingocosmografie senza corpo
ma è balbettamento per scompenso
perchè poi non immagino nulla
in questo allucinamento per fame amara
che non fabbrica segni
e non riesco a morire con l’erba in bocca

ho contrabbandato sale
tra una sponda e l’altra dello Stretto
per un sacco di parole infistolite che sul mare del ritorno
presero un colpo di freddo e fecero male

nel continente assiderato dove il dolore è fresco
non si ristampa l’alimurgìa per i penuriosi
e così m’improvviso aromataria e sparigica
per trovare nella selva di foresti medicamenti
l’erbasena che non sana
pervolendo essere alloiata spirante miserie e stringiniente
per soffrimento di febbre asmatiche e malinconiche
contro gente di stomaco gagliardo e pichiacuore
e soprattutto non sdimenticando che esclusa non sono fuori
ma semplicemente sola preclusa e reclusa

faccio finta che è così
per lasciarmi isnervata prendere a tradimento
nel mare più salato e dolce dove voluta e mai posseduta
entro ma m’impiglio troppo a riva e dunque rientro
nelle valve conchiavate e più non mi sconchiglio

[alcuni brani da l’erba in bocca]

Note Bio/biblio_grafiche

Jolanda Insana È nata a Messina e vive a Roma. Ha tradotto poesie e testi di Euripide e Plauto per il teatro. Già nella prima raccolta Sciarra amara (o vero Faccia di sticchiozuccherato non aspettarti gioie da minchiapassoluta) l’autrice contamina il dialetto siciliano con un registro medio italiano in un impasto verbale dirompente che scardina l’ordine benpensante e conformista della fine degli anni Settanta. I Fendenti fonici sono quelli di una poesia totale, che recupera l’invettiva, l’epigramma, il frammento e l’epigrafe con il timbro secco e imprevisto della denuncia, con la concretezza visionaria del cantore che nulla concede al lirismo. [da ZAM]

Sciarra amara, 1977
Fendenti fonici, 1982
Il collettame, 1985
La clausura, 1987
Medicina carnale, 1994
L’occhio dormiente, 1997
La stortura, 2002
La tagliola del disamore Milano, 2005
Tutte le poesie 1977-2006, 2007
Satura di cartuscelle, 2008
Frammenti di un oratorio per il centenario del terremoto di Messina, 2009

10 comments

  1. Ho letto, secoli fa, “Sciarra amara” (era in un collettaneo della Guanda, curato, mi pare, da Raboni) a Messina, seduto sul basamento della statua a Don Giovanni d’Austria. La scoperta che la poesia era là, nostra, nelle nostre cose, nelle nostre parole, nei nostri luoghi…

    Grazie.

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  2. il meditato furore della sperimentazione linguistica, la sintassi “spezzettata” (mai dimenticata o irrisa), gli effetti di un parlato reso “per astratto”, con enormità, con l’ingrandimento analitico delle corrosioni verbali, i tic, l’incistamento del dialetto nella lingua…il tutto immesso in un continuum narrativo di grande effetto

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