7 – versi inediti – Poesia d’amore numero sette – Francesco Forlani (post di natàlia castaldi)

P. Picasso – Femme sur un oreiller (Jacqueline) 1969
Così spegni la luce e ne assecondi ogni suo gesto.
minuti l’oreiller
come se ad ogni sogno ne seguisse un altro.
.
piede piedino mano manina
pàrola che sembra che cambiando accento,
in un palmo di mano ci disegna linee e vita.
.
E mi accompagni a questa notte in altra leggerezza
una promessa che col suo profumo suggerisce gita

(poesia d’amore numero sette

– detta anche della gitane)

90 commenti su “7 – versi inediti – Poesia d’amore numero sette – Francesco Forlani (post di natàlia castaldi)

  1. @natàlia
    E’ pessima e insignificante (nel senso letterale del termine). Sembra scritta con un piede piedino. Ha molte linee e poca vita. Ti do la mia pàrola.

    p.s. Giammei al confronto è un Vate(r).

    "Mi piace"

    • Confronto? Giammai farei confronto con Giammei :) – son du sciòses differentes assaj
      Mon Dieu, Monsieur, mi prendo la pàrola con il piede piedino e la saluto con un sorridente inchino.
      au revoir.

      "Mi piace"

      • In sostanza, sono d’accordo con Stefano Tonietto che alla domanda

        “Ma lei ce l’ha anche col verso libero, del quale s’è abusato nell’ultimo secolo. Ha in mente qualche poeta sopravvalutato?”

        risponde

        «Mi dispiace dirlo, perché è morto da poco: Edoardo Sanguineti. Essendo di sinistra, per la sua ideologia avrebbe dovuto comunicare alle masse. Invece è stato elitario al massimo. Al pari di Ezra Pound che si esprimeva in ideogrammi cinesi. Poeti che sembrano dirti: caro lettore, di te non m’importa nulla».

        Con tanti saluti al post-surrelismo di tanti sedicenti scrittori e poeti che infestano la nostra letteratura contemporanea, che non riesce ancora a risolevvarsi dalla sua decadenza.

        "Mi piace"

  2. bene per alcuni è meravigliosa per altri è orribile, ci sta. L’unica differenza che trovo qui è che chi ha commentato in positivo ha messo nome e cognome, chi in negativo si è registrato con nome fittizio. Secondo me bisognerebbe, quando si sostengono delle tesi (di qualunque tipo) metterci la faccia ovvero nome e cognome.

    Detto questo, è una buona poesia, nello stile non schematico del suo autore.

    gianni montieri

    "Mi piace"

  3. Caro Montieri, cara Nàtalia, ma non vi avvedete di quanto l’Arouet abbia ragione?

    Ma ridateci il Manzoni, una buona volta, che le masse son deficienti, il Manzoni o anche una lezione di catechismo, una didascalia, Buona domenica, Porta a porta, qualunque cosa, purché la smettiate di “cercare”…

    ; )

    "Mi piace"

  4. magari avessero tutti un piede piedino così.
    a me piace, è semplice, e il verso libero la rende ancora più leggera.
    Mi unisco a Gianni nel commento .
    L’innnominato Arouet (per non chiamarsi Voltaire, sarebbe troppo) coperto da un nick ci offre una critica alquanto piatta con canoni estetici da scuola elementare (… la mamma è bella) per fare proprie ben altre tematiche proposte da pensatori ben più arguti, oltre che coraggiosi.

    "Mi piace"

  5. Vedo che i miei argomenti “da elementari” sono stati presto sommersi da altri ARGOMENTI, di ben altra levatura, come appunto l’uso del nickname: come se fosse una cosa inusuale e innaturale in internet farne uso.
    Ad ogni modo, qui il problema non è il verso libero, ma ciò che si dice nel testo. Sono accettate anche le critiche, in questo blog, o solo le apologie?
    @fabio teti Ma sì, certo, la ricerca… Continuiamo a cercare nell’ombelico, forse una pallina di cotone ne uscirà. Non ho detto affatto che le masse siano deficienti: la dimostrazione del contrario è che non leggono e non manderanno mai a memoria queste poesie.

    "Mi piace"

    • Monsieur, i commenti negativi e le critiche son ben accette, ci mancherebbe. Quanto all’uso del nick, para mi no es un problema, ogni cmmentatore ha un IP identificativo, che val più di un nome proprio… :)

      Quisquiglie a parte, credo che lei toppi proprio parlando di “ricerca” in merito a questa poesia, che si gioca sulla morbidezza impura della parola, che si disegna nella delicatezza del tratto appena abbozzato, sulla punta di un piede piedino nel giocoso sogno di un bambino, che ritrova l’incanto dell’infanzia dentro le linee della mano della sua donna “gitana”, ché lo accompani nel viaggio, facendone ogni giorno una nuova “gita”.

      Vede, Mnsieur, la ricerca qui non è sterile accademia, è delicatezza di tratto, che si propone nella sua nuda semplicità, facendo seguito ad una tradizione ben lontana dagli accademismi sterili ed elitari.

      Detta la mia, non credo mi si possa tacciare di scarsa apertura alla critica, semmai ad essa sto dedicando il mio tempo, offrendo una risposa.
      Quando vuole, Monsieur.
      nc

      "Mi piace"

      • D’accordo, ma frasi come ” La ricerca qui non è sterile accademia” e “facendo seguito ad una tradizione ben lontana dagli accademismi sterili ed elitari” mi sembrano adombrare dei luoghi comuni piuttosto diffusi sulla letteratura. Tuttavia questo è il mio punto di vista, e ad ogni modo ti ringrazio vivamente per la tua apertura e per la sollecitudine della tua risposta.
        Un saluto

        "Mi piace"

  6. @inassenzadimetri
    “L’unica differenza che trovo qui è che chi ha commentato in positivo ha messo nome e cognome, chi in negativo si è registrato con nome fittizio. Secondo me bisognerebbe, quando si sostengono delle tesi (di qualunque tipo) metterci la faccia ovvero nome e cognome.”

    Bel metodo! Ma allora ce li hai, dei metri!

    "Mi piace"

  7. Tutti potrebbe ero scrivere una cosa del genere. Tranne i monchi, ma va da sé. (cit.)

    "Mi piace"

  8. Per concludere, io – povero passatista – vi allego questo testo di uno scrittoruncolo cje, per la buona ragione di aver scritto diversi secoli fa, merita di essere cancellato dalla lista dei nostri punti di riferimento:

    “E acciò che non ne pigli alcuna baldanza persona grossa, dico che né li poete parlavano così sanza ragione, né quelli che rìmano dèono parlare così, non avendo alcuno ragionamento in loro di quello che dicono; però che grande vergogna sarebbe a colui che rimasse cose sotto vesta di figura o di colore rettorico, e poscia, domandato, non sapesse denudare le sue parole da cotale vesta, in guisa che avessero verace intendimento. E questo mio primo amico e io ne sapemo bene di quelli che così rìmano stoltamente.”

    "Mi piace"

    • Monsieur, mi perdoni, ma quanto lei incolla qui la contraddice, perché se il suo scopo è usar queste parole per screditare l’autore della poesia in questione – che grande vergogna sarebbe a colui che rimasse cose sotto vesta di figura o di colore rettorico, e poscia, domandato, non sapesse denudare le sue parole da cotale vesta, in guisa che avessero verace intendimento. E questo mio primo amico e io ne sapemo bene di quelli che così rìmano stoltamente – lei svolge l’operazione inversa, giacché qui l’autore non rima “cose sotto vesta di figura o di colore rettorico … ” ma al contrario denuda “le sue parole da cotale vesta, in guisa che avessero verace intendimento”.

      voglia gradire:

      Donne ch’avete intelletto d’amore,
      i’ vo’ con voi de la mia donna dire,
      non perch’io creda sua laude finire,
      ma ragionar per isfogar la mente.
      Io dico che pensando il suo valore,
      Amor sì dolce mi si fa sentire,
      che s’io allora non perdessi ardire,
      farei parlando innamorar la gente:
      E io non vo’ parlar sì altamente,
      ch’io divenisse per temenza vile;
      ma tratterò del suo stato gentile
      a respetto di lei leggeramente,
      donne e donzelle amorose, con vui,
      ché non è cosa da parlarne altrui.

      "Mi piace"

      • Bene, provi a sostituire quel “rimare” con “poetare” (il che significava la stessa cosa all’epoca). Poi ne riparliamo.
        Oltretutto sarei curioso che cosa risponderebbe l’autore, se interrogato, sul significato di:

        piede piedino mano manina
        pàrola che sembra che cambiando accento,
        in un palmo di mano ci disegna linee e vita.

        Certo, qualcosa si inventerà. Ma quel “pàrola” – che devo dire?- non mi va proprio giù.

        "Mi piace"

          • Guardi che la contraddizione la vede solo lei e i suoi sostenitori-per-partito-preso, in quanto la lingua presente nel componimento non è esattamente la stessa che io e lei adoperiamo nel nostro parlare quotidiano, dunque la sua tesi non regge, non foss’altro per il fatto che si tratta di poesia, e che un linguaggio ben “differente” e ciò che lo contraddistingue. Ciò detto, non mi sembrano così trasparenti come lei dice i versi in questione.
            Riassumendo, si sbaglia a dire che io mi contraddico, perché qui il problema è il significato del componimento che, se c’è, è torbido. Dunque, riprendendo la frase di Dante, direi che oggi a una retorica di tipo medievale, con giochi di parole, rime difficili, asprezze di ogni genere, se ne è sostituita un’altra che tende verso l’elitarismo del nonsense novecentesco e post-avanguardistico.

            "Mi piace"

  9. Riuscire a fermare sulla carta i pensieri è un primo passo per interrogare l’enigma: la poesia serve ad allontanarci da ogni preconcetto e da qualsiasi rigidità. E comunque, libertà di scrivere non significa ostentare una poesia perfetta ma sperimentare, tentando l’azzardo con la vita.

    "Mi piace"

  10. gli argomenti sono interessanti, perfino i tuoi, mio carissimo sconosciuto. Ciò che è pesante, è il tono che gli dai. Insopportabile e arrogante, mi ricordi un nostro ex-redattore, che usava più o meno gli stessi toni, ma sto divagando, chiedo scusa.

    un saluto

    gianni montieri (gianni è il nome, montieri è il cognome)

    "Mi piace"

    • Guarda che non mi importa niente del tuo nome. E non vedo perché ti debba interessare il mio.

      "Mi piace"

  11. caro Monsieur,

    Natàlia, sulla questione dantesca, mi anticipa e tocca bene il punto di contraddizione che – forse con troppa ironia – volevo lasciar fluire nel mio commento precedente, sembra senza riuscirci.
    hai citato Pound e Sanguineti come esempi di poesia elitaria, che non ha a cuore (non si cura di) alcun tipo di lettore (questi lettori “per” cui scrivere, a cui portare la luce: accidenti se è retorico), legandola a una non meglio precisata deplorazione dei post-surrealismi (come già facevi nei commenti a Giammei). Ora, né gli autori che citi né alcun post-surrealismo mi sembrano riscontrabili, testualmente e ideologicamente, in questa poesia di Forlani, che appunto è giocata sotto il segno della nudità totale, quella che, come afferma Natàlia, e concordo, è già spogliata di ogni colore retorico, così come da ogni tentativo di appartenenza ad una cerchia (qualsiasi) mediante una riconoscibilità stilistica forte (vedasi il senso sociale e ideale dello Stilnovo).

    Indi per cui, qual’è la tua tesi? Ogni tuo argomento è in contraddizione con gli altri, gli esempi che fai si rigettano a vicenda o, meglio, manchi totalmente il bersaglio che potresti anche aver ragione di voler colpire, avendo scelto due casi “a caso” ma riferendoti in tutta evidenza ad un “nemico” semi-invisibile e certo qui non presente.

    per quanto riguarda il “cercare”, che devo dirti: chi cerca è in ascolto, chi ascolta sta cercando, per rubare un pensiero a Giuliano Mesa. Qui l’ombelico, mi pare, non son io ad avercelo messo.

    Hail

    "Mi piace"

    • L’ombelico, carissimo, ce l’hai anche tu. Soltanto che non sono io quello che continua a scrutarselo. Visto che non lo posso provare, non posso nemmeno dire che sia tu a farlo. Ma nei due casi presi in considerazione, mi pare se ne possa parlare. Ma questo dipende molto dai gusti personali.

      "Mi piace"

      • Caro Fabio Teti,
        per la questione della mia contraddizione (inesistente) puoi leggere, qui sopra, la risposta che ho dato a Donna Natàlia, e quella al Sommo Effeffe, qui sotto. Quanto al surrealismo e alla povertà di contenuti, puoi leggerti, tra i commenti alle poesie del Vate(r) Giammei, la mia discussione con il Professorin Mazziotta.
        Posso dire comunque di essere in buona compagnia nel sostenere queste tesi, dato che Stefano Tonietto, l’autore del poema “Olimpio da Vetrego”, la pensa come me, e dato che diversi “poetuncoli” (si fa per dire) del passato hanno espresso posizioni se non identiche, simili – se si va ben a vedere -, a cominciare da Guido Cavalcanti, nel suo sonetto indirizzato a Guittone d’Arezzo. Ma, d’altronde, si è ben vista la larghezza della tua visione, quando hai liquidato Manzoni con quell’umorismo becero, accostandolo inspiegabilmente a delle trasmissioni televisive. Questa è la razionalità e l’ispirazione che domina le poesie tue e dei vari Andrea Inglese.
        Non c’è niente di retorico nel farsi capire, caro il mio poeta d’élite.
        Ciò che mi preme è un rinnovamento di certi modi e tic novecenteschi e post-avanguardistici, un ritorno al razionale. Negare totalmente la comunicazione, usando “pàrole”, “vendendo parolette”, non è poesia. Il risultato è un surrogato di poesia, vale a dire della psudo-letteratura. Mi sembra di sentir ripetere sempre la stessa aria, dello stesso violino scordato. Comprenne qui voudra.
        Distinti saluti

        "Mi piace"

        • Monsieur,
          sono felice di sapere che tu sappia cos’è la poesia, e che Tonietto e Cavalcanti la pensino come te. quando credi che anch’io sarò abbastanza degno per ricevere l’ostia e l’illuminazione, mandami pure due-tre versi esemplificativi.

          "Mi piace"

          • No, grazie. Temo che li potresti guastare con il tuo solo sguardo.

            p.s. Sto cominciando a credere che l’ortografia, per un poeta di oggi, sia un optional.

            – Oh oh! Un inno trionfale al cervello ottuso!

            "Mi piace"

            • No, grazie. Temo che tu li possa guastare con il tuo solo sguardo.

              p.s. Sto cominciando a credere che l’ortografia, per un poeta di oggi, sia un optional.

              – Oh oh! Un inno trionfale al cervello ottuso!

              "Mi piace"

  12. Tranne i monchi, ma va da sé. (cit.) scrivi tu (con il tu non c’è bisogno di nome)

    Blaise Cendrars è tra i miei poeti monchi prediletti, Cervantes tra i romanzieri.
    Rispondo invece alla tua domanda finta, quella in cui mi chiedi di spiegarti un verso

    c’è il cane, il coccodrillo, il bue, il poeta, non lo so, mi spiace davvero, io non so che verso abbia o faccia il poeta. Eppure sono certo che lo avrà, e magari pure terribile, come quello di un leone o di un elefante, forse di un topo, di una libellula, di una tartaruga, io N O N L O S O. Da tutta una vita cerco di saperlo ma ti assicuro lo capisco, lo sento il verso del poeta, ne sento l’odore. Dico del verso degli altri. Poi si dirà che faccio il loro verso, o non si dirà. so soltanto che vorrei scrivere delle poesie d’amore per colei che amo. Poesie d’amore “sans prétention” come dicevano i dadaisti del proprio manifesto. Comunque sia le critiche son ben accette, ci mancherebbe altro, meno le accette, le asce e le seghe (senti) mentali. effeffe

    "Mi piace"

    • :) Effeffe, ci vorrebbe un phtoshoperò sul verso del poeta, mi offro volontaria per accompagnarti nelle lande libresche durante le riprese ;-)
      potremmo intitolarlo “poeticquark, alla ricerca del verso perduto”, con un taglio scientifico, s’intende. :D

      "Mi piace"

    • Grazie, F.F., non potevo chiedere dimostrazione più eloquente di questa.

      Q.E.D.

      "Mi piace"

  13. Complimenti Francesco per questa poesia! Ho letto anche le poesie d’amore precedenti, mi è piaciuta molto la numero sei con il suo crescere in intensità e bellissima la numero tre che già dal verso iniziale “vedi” fino a e – così io guardo te – trasmette un vibrante messaggio di speranza che si scontra con qualcosa che sembra inesorabile

    "Mi piace"

  14. trovo la poesia qualcosa di dolce che segue la musica, interna…
    trovo che sia una danza.

    non sta nelle mie note, ma certo non mi azzarderei ad insultare, sgraziatamente il compositore.
    il mondo della poesia è bello proprio perchè vario.

    "Mi piace"

  15. “adesso scarica però pisciando è preso
    nello scarto di focale a lato
    della lente | è registrato il dilatarsi di ombre
    fitomorfe oltre il vetro
    smerigliato potrebbe
    essere l’echinocacto lasciato
    dal locatario precedente

    o la testa senza corpo di nick berg”

    Ma è poesia questa?

    "Mi piace"

    • Gentile Sig. Arouet, è evidente che la sua visione della poesia non coincide con la nostra – che pure è tanto varia –; appurata l’insanabilità di tali differenti prospettive et gusti, non posso che consigliarle di dedicarsi ad altre letture ed altri lidi, in fondo, nessuno la obbliga a leggerci e sopportarci, basta un click diverso e si apre un altro sito, un altro orizzonte, un altro luogo.
      Cordialmente.
      nc

      "Mi piace"

  16. “ma è poesia questa?” è domanda sbagliata.
    Non solo per la sua insita sterilità, ma per la superficialità della percezione.
    Molti esseri “umani” davanti all’alterità o diversità, hanno moti di aggressione, quasi a compensare l’embolo cerebrale dovuto all’incapacità di concepire/pensare/capire qualcosa che vada oltre ed esista al di fuori del loro recintino ben definito e custodito.
    Da Monsieur Arouet a Bossi il passo è breve insomma.
    Per questi esseri non è concepibile l’interrogazione, la messa in discussione, il chiedersi: cosa ho di fronte a me? cosa esiste oltre quello che credo debba esistere? perché non lo capisco?

    il problema non è estetico ma semplicemente tuo.

    "Mi piace"

    • http://languageisavirus.com/cutupmachine.html

      e qualcosa insomma.
      Per cosa l’embolo somma.
      Perché superficialità è concepire/pensare/capire il custodito.
      Dal che problemi “umani”
      che del dovuto non ha moti oltre – credo – ma
      è messa, oltre alla poesia
      perché qualcosa è cerebrale e non me?
      compensare il definito
      un problema con l’incapacità con l’alterità con qualcosa con loro
      ma chiedersi: c’è un l’embolo in me? ma di’, percezione.
      molti è questi me? ben bella è perché non capisco?
      che esiste, è questa la ratio insomma.
      Per il fronte passo e per l’interrogazione,
      ho superficialità
      la cerebrale superficialità
      messa estetica e breve
      estatico a messa custodito.
      Dai, di’ perché concepire/pensare/capire è.

      ———

      Difficile, eh?

      Da Simona Menicocci all’idiozia, il passo è nullo.

      "Mi piace"

  17. Del resto che pretendere dall’autrice di “Nessunsenso”? Nessun senso, appunto.

    Non ho fatto altro che descrivere la vostra poetica, oh non-poeti della cricca.

    "Mi piace"

  18. Mi chiedevo, da non poeta, mentre milano sta regalando un tramonto insolito e strepitoso, perché mai Simona Menicocci dovrebbe muovere un passo verso casa tua. Me lo chiedevo sorridendo e sorridendo ti saluto per sempre

    "Mi piace"

    • sono contenta di notare che quando si cala in panni/forme non suoi riesce ad evitare il turpiloquio.
      bene. la saluto.

      "Mi piace"

    • @inassenzadimetriedortografia
      Semplice: perché convivete, e non siete una coppia aperta.
      @Sì, mona
      Addio dolcezza. Ti ho dato un link con cui far proliferare a oltranza la pseudo-letteratura, e saturare il mercato librario di nonsense. Spero che un giorno tu mi possa ringraziare (voglio il 15%).

      "Mi piace"

        • non sono adusa né al proliferare né all’oltranza.
          la pseudo-letteratura che satura il mercato libraio continuerà a farlo, non certo con il nonsense, ma con la pletora di sensi preconfezionati e imbellettati. problemi loro, della pseudo-letteratura e del mercato, je me n’en fout.
          il link da lei postato può essere molto più utile a distruggere che a creare, come un mio esimio collega mi ha dimostrato tempo fa. ma non voglio né convincerla né ringraziarla.
          e: non credo lei possa richiedere percentuali di nessun tipo su nessuna cosa. ah già, dimenticavo: il federalismo!

          sì, addio. decisamente.

          "Mi piace"

          • Sì, mona, Bossi è più vicino sia geograficamente che intellettualmente e politicamente a lei.

            P.s. Se non vuole ostentare la sua ignoranza del francese dovrebbe scrivere “je m’en fous”; se invece vuole continuare a utilizzare soltanto la proficua e prolifica lingua dei nonsense, può benissimo scrivere “je me n’en fout”, e gioirne magari, con il suo convivente Gianni “inassenzadimetriedortografia” Montieri, che di queste cose è uno specialista.

            "Mi piace"

  19. Buonasera a tutti, perdonate l’intrusione: intervengo soltanto perché seguendo la discussione – a tratti interessante, a tratti un po’ meno – m’è caduto l’occhio su una serie di pàrole, che desidererei sottoporre alla Vostra attenzione: “Questo blog è contro la censura del libero pensiero e della sua sacrosanta espressione”. Be’, io ritengo sia d’uopo l’aggiunta di una specificazione, ovvero “Conditio sine qua non è che non diverga dal nostro (pensiero)”.

    Cordialmente,
    L.M.

    "Mi piace"

  20. mi hanno sempre insegnato che le critiche devono essere fatte con oculatezza, sennò son cazzate sparate in aria tanto per dire qualcosa.
    qua accettiamo la parola, è un luogo dove la parola risiede, ma questa parola dev’esser regalata con la stessa grazia con cui noi la offriamo a chi legge.
    sennò i porti nelle città cercan sempre altri manovali per le barche.

    "Mi piace"

    • senza nulla togliere a quella gente che si spezza la schiena per portare a casa il companatico

      "Mi piace"

  21. Luisa, detto tra noi: il post sulla censura è il primo che trovi in homepage, non questo.
    Peraltro, come giustamente hai scritto, e come converrai di poter constatare in tutta tranquillità negli ultimi memorabili detti dell’Arouet, dovrebbe trattarsi di uno spazio libero *pensiero*, non di libero e violento autismo senza argomentazioni né dignità (vedi ad esempio le ultime allusioni alla “convivenza”, semplicemente pietose, oltre che false).

    Non so nemmeno perché io mi indisponga così, neanche fossi un redattore del sito. Dev’essere qualcosa di più esteso, un’allergia totale all’inesausta e arrogante stupidità di chi è senza ascolto, di chi non sa in nessun modo ascoltarsi. Ma parla, parla, dio quanto parla. E continuerà a farlo, tempo cinque minuti sarà a qui a deliziarci cliccando nuovamente “replica”. Non importa che intanto si rimettano in piedi le liste di proscrizione e sotto casa gli sfilino gruppi di operai a testa bassa, definitivamente ricattati e sconfitti. Lui ha la sua crociata – rigorosamente anonima, rigorosamente autocentrata – da portare avanti.

    Detto questo, mi scuso con Forlani per il bel teatrino in cui ci siamo prodotti.
    Soltanto in un paese come questo può scaturire un simile delirio da una poesia d’amore. Brutto segno per il paese, ottimo invece per la poesia e la poesia d’amore (che, lo sapeva bene Montale, può far incazzare molto più che le tante frontali didascalie in versi continuamente compulsate dagli sfasciacarrozze autoeletti a somma altezza di unici depositari della parola).

    un saluto a tutti, e davvero l’ultimo in questo thread,

    f.t.

    "Mi piace"

    • 1) Riguardo alla questione della “convivenza” ho come l’impressione che, tu, re Merda, non abbia capito la battuta. Persino un Montieri l’avrà capita! Orsù! Cantiamo un altro inno trionfale al cervello ottuso!
      2) Riguardo all’anonimato, anche tu, Fabio Teti, con il tuo nome e cognome, ci sei dentro. Quello che conta qui sono le idee, non i nomi. Certo, mi rendo conto che per la Cricca quel che si dice, e il senso di ciò che si dice, conta poco, o nulla.
      3) Vedi, anche tu sei capace di una retorica all’antica, oltre che di fare dei nonsense a oltranza e ad libitum. Il delirio è stato di chi non ha accettato le critiche e mi si è subito rivoltato contro.
      Se ti indisponi, non sarà forse perché ho detto qualche verità?

      "Mi piace"

  22. Mi domandavo, messier, il senso (lemma da revisionare, almeno nell’edizione che posseggo del dizionario della lingua italiana: manca la sua foto in calce) più profondo della contesa.
    Trovo jaccuse non-proprio-richiesti, frammenti d’un discorso d’estetica reazionaria -di cattivo gusto- e raffiche sparse sui nomi che hanno manifestato quello che definirei a malapena disappunto (confessi monellaccio, è con l’aiuto di Google che le ha trovate queste miccette da tirare sui suoi detrattori. Vedo le cavità sui tasti del suo computer, dove trovo vertiginosamente affossate le seguenti lettere: F-A-B-I-O-T-E-T-I-S-I-M-O-N-A-M-E-N-I-C-O-C-C-I).
    Me lo domando non tanto per l’interesse che suscita in me il dibattito, quanto per questi fenomeni sempre più diffusi nel mondo dei piccoli internauti letterari: lo schiaffo, lo sputo, il pugno, la percossa (vede la lezione del futurismo? che gentaglia) e ora persino l’insulto en peassant sul web.
    Le riconosco, certo, il rimando, la ribattuta, il rimpallo. Ci aggiungo il rimbrotto e pure il motto di spirito e le porgo il fianco a tutte le contromosse marziali di cui dispone ma rinnovo la domanda: che senso ha?
    E’ chiaro che non le importa dell’opinione di chi prova a dir qualcosa qui, per quanto discutibile possa essere questo terribile dire (ecco si discute). E se prova a definirmi critica “la bruttezza di questa poesia” la rimando all’asilo.
    Quindi perché tutta questa dedizione e dispendio di energie? Non ha un pò di tempo anche per sa famme? Sa fille? Sa merde?
    Sono stati i film dei supereroi ad ispirarla per immolarsi come ultimo baluardo del tempo delle mele?
    Qualche dubbio lo ho, visto l’atteggiamento da maestrina (e qui le porgo un altro fianco, ho scritto maestrina con la a, nella risposta mi aspetto di esser detto anche misogino).
    E ne ho pure qualche altro, come per esempio che lei abbia visto un qualsiasi film coi supereroi, nel suo mondo candide.
    A questo punto non ho difficoltà nell’immaginare che tutti si augurino lei faccia come il suo più celebre connazionale Hulot (ahi, il cinematografaro pop che surclassa il grande illuminista) e che si prenda una bella vacanza.

    Cordialmente.

    P.S. si senta pure autorizzato a mettere in evidenza tutti i termini francesi erronei sopra inclusi, ma non mi cerchi su google pure a me, confesso che il nome me lo sono inventato.

    "Mi piace"

    • Ahahaha! Attenzione. Attenzione. Il nemico è passato al contrattacco. Attenzione.
      A parte gli scherzi, sì, carissimo àugure-delle-risposte, dire che una poesia è brutta, significa dare un giudizio di gusto, significa farle una critica. E non mi sembra di non averla argomentata a sufficienza. Se poi a lei, come ad altri, basta dire che una tesi è infantile per screditarla, va bene… Se non sono benaccette le critiche, se il dibattito è impossibile, vi saluto, e vi lascio ai vostri deliziosi giochi di parole. Eppure ho esordito su questo blog auspicando (in concomitanza con le mie critiche) che un po’ tutti ci si impegnasse a dire cose più cariche di senso e di contenuti, “dire” per “cambiare veramente il mondo”. Il risultato? Sembra che sono un pazzo finito in un gruppo di persone normali. Però, a leggere certi testi, oppure certe risposte, si direbbe piuttosto che qui si tratta di una persona normale finita per caso, e non sapendolo, in un manicomio…

      "Mi piace"

  23. …e ora che il nostro Monsieur della tavola rotonda, la nostra Ruby della poesia al dolce stil novo si è presa le prime pagine da ore e ore, la rimandiamo in cronaca, tra gli annunci mortuari e le pagine sportive?
    magari qualche vecchietto se lo legge!
    ve ne sarei grati.

    saranno pure aumentati i click, ho letto ridendo Perrò Le Foul, ma mò basta dai!!!

    trollallero trollallà

    "Mi piace"

    • Ottima illustrazione del genere di risposte alle quali mi riferivo, grazie.

      "Mi piace"

  24. ps mosieur, so che ha passato notti insonni a studiarsi chi sa fare critiche argute e sagaci, le consiglio di studiare ancora a lungo, prima di ripassare a scassare la uallera (cit)

    "Mi piace"

    • Lei diventerà un grande opinionista, oltreché un grande intellettuale, stalker, ne sono certo; e le mie argomentazioni sono veramente infantili, se paragonate alle sue.

      "Mi piace"

      • solo strumentali, e quindi intellettualmente disoneste.
        i rancori personali non le hanno permesso di fare alcuna critica degna di nota, ammesso che lei ne sia capace.
        e ora la saluto, e salterò ogni suo futuro commento. credo di aver perso troppo tempo a leggere i suoi ravanamenti, e ora la noia ha avuto il sopravvento, ahimè.
        adieu, mosieur.

        "Mi piace"

        • Strumentali? Intellettualemente disoneste? Rancori personali? Ravanamenti?
          Altro che deliri, questa è alchimia del verbo pura! Lei è anche un grande acrobata delle parole e un Sommo Poeta, oltre ad essere un opinionista e un immenso intellettuale in erba!

          "Mi piace"

  25. La Provvidenza? No, sono solo un’osservatrice “esterna”, forse l’unica a parte Lei (non credo sia un caso).
    Per il resto, non deve più “scassare la uallera”, Monsieur Arouet, lo ha capito?
    Saluti

    "Mi piace"

  26. @Monsieur e Luisa:
    in preda a una crisi esistenziale, mi sono andata a rivedere cosa si intende per censura, perché proprio non comprendo come chi da due giorni (ma son di più) esprime non solo liberamente, ma anche offensivamente e talvolta ironicamente (e questo fa gran piacere, a dire il vero) il proprio parere (qui spesso non condiviso, ma va da sè che sia anche questo lecito), possa accusare di censura gente che non solo gli lascia spazio libero da imbrattare, ma perde anche il suo tempo a rispondere al variabile tenore delle “accuse”
    vi lascio un promemoria, giusto per non usare i termini a casaccio.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Censura

    e ora buona ninna.

    "Mi piace"

  27. mentre mi aggiornavo sugli ultimi interessanti e imprescindibili Post del Kalispera Arouet, mi è capitato in streaming un Battiato, sarà un segno della luce?

    "Mi piace"

    • Ninnino caro, lei, che ha così sagacemente definito il mio giudizio “da elementari” per la sola e ottima ragione che non lo condivideva, che è totalmente fuori strada ritenendo che io sia chi non sono, e cioè il vostro amico (ovvero un altro non-poeta), espone le sue argomentazioni con una finezza e un’oculatezza veramente uniche. Che profondità, che sentire, che piglio! Mi manda in visibilio! Con che grazia, la mattina, appena sveglio, dopo essersi appena pulito “gli spigoli rimasti ai margini degli occhi” (ma senza essersi preso un caffè), riesce a utilizzare il nostro patrio idioma; con quanto spregio della superficialità, con quanto libero pensiero, con quale assenza di pregiudizi riesce ad esprimersi! Per caso è un allievo di stalker? Per caso è anche lei un Sommo Poeta, uno di quei nomi che compariranno senza ombra di dubbio sui manuali di letteratura dei nostri discendenti? Mah, so solo che le mie idee non valgono proprio nulla, in confronto ai vostri giochi di parole.

      "Mi piace"

  28. Si in effetti, mi ha tratto in inganno la sua grande simpatia, che non ha niente a che spartire con il “nostro”

    Però adesso, con il mio elementare linguaggio e caffeinico candore la saluto cortesemente per lasciarla nello stesso silenzio in cui, scopro con non troppa sorpresa, l’hanno già lasciata da altre parti.

    Chissà, forse qui, qualche amico lo avrebbe trovato.

    Ma si faccia forza,: può sempre ri-cominciare da capo ri-copiando e ri-incollando il suo commento su Giammei in qualche altro Blog.

    Forse qualche discepolo lo troverà, a meno che, caro Arouet il tuo giochino preferito non sia quello dei bambini che per farsi notare strillano e strillano e strillano e strillano e strillano, fino a che non se ne sono andati tutti.

    Buon proseguimento

    COMMENTO MODIFICATO (nella forma, non certo nella sostanza) DA NATALIA CASTALDI NEL PIENO DELLE SUE FACOLTA’ MENTALI – SU RICHIESTA DI MONSIEUR AROUET (vedi sopra)

    "Mi piace"

    • Ovviamente si prenderà la responsabilità di quello che ha fatto, non è vero?
      Le sue argomentazioni sono sempre più forti, vedo. La sua tecnica, chiaramente, non mi farà indietreggiare di un passo nelle mie posizioni, così come voi resterete nelle vostre: un perfetto dialogo tra sordi. Quello che lei definisce giochino, è il difendere le mie opinioni. Quanto alla sua difesa, consiste nello schivare il problema.
      Saluti, caro Insomma Poeta

      "Mi piace"

  29. graforroioco e autoreferenziale, compiaciuto assai. credo sia ora di smettere la discussione.
    un caro saluto a tutti.

    "Mi piace"

  30. carissimi, con il maestro Jean dei due fratelli Campi, abbiamo incrociato i calici che è meglio dei fioretti
    pensandovi tutti (quasi) con un abbraccio e mitragliate di baci alla Majakovskij
    effeffe

    "Mi piace"

    • Che bello, sarebbe stato bello esserci.
      te dejo:

      *Su, ricama il cielo a nuovo,
      inventa e metti in mostra nuove stelle,
      così che, graffiando freneticamente i tetti,
      verso il cielo si arrampichino le anime degli artisti.*

      Majakovskij

      "Mi piace"

  31. s’io son begolardo, tu mi tien bene la lancia a le reni
    (se io sono spaccone, voi mi venite subito dietro, a mio stretto contatto: non siete da meno)
    s’eo so’ discorso, e tu poco t’affreni
    (se io sono andato troppo oltre, se ho trasceso, passando il segno, anche voi vi trattenete poco – valido anche per daniele gennaro, ovviamente)

    Buon proseguimento,
    Tanti cari saluti

    p.s. Vi è piaciuto? E’ stato bello per voi come lo è stato per me?

    "Mi piace"

    • visto che hai usato il mio nome per offendere un’altra persona, non hai nulla da chiedere né pretendere, e da questo momento in poi ti diffido dal farti vedere da queste parti, diversamente non esiterò un minuto di più a prendere dal database wordpress tutti i dati informatici che ti riguardano e denunciarti.
      saluti.

      "Mi piace"

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: