Così le cose passano, lembi di luna, rimasugli di eccome,
pesano e passano, colonne chiassose di serpenti d’auto,
contorni acuti di pioggia e tuono.
Così le cose passano, passi alternati a tosse,delle ragazze
che, iene, eleganti e succose di ali e volo, con sogni che
riparano, lambiccano poesie piccole nel rientro serale.
Così le cose passano, nei telefoni remoti, negli schermi vuoti,
nelle insegne illuminate per le ore buie, nelle mattine setacciate,
emigrate nel sottopasso (zona off-limits) della solitudine.
Così le cose inventano altre cose, dietro le lenti burrose che
fanno nebbia, dopo le acque disperse, che fanno ombra.
Dopo questo, intrecciate raccolte di pagine, libri, lettere,
abbracci-nodi, strette di mano, periferie dolci dello stare,
pensieri mobili, pensieri docili, ammaestramenti colorati della
specie che sapete.
Nel risveglio, corti segmenti del giorno,
nel giorno, la nobile fragranza del pane,
il profumo della lana, lo specchio,
la riflessione muta della neve.
***
Dolce il profumo del legno in Daunt Books,
una pausa nel freddo polacco che preme alla
porta , le nostre ginocchia si toccano, si sfiorano
appena, i nostri visi accarezzano il punto dove ogni
scogliera dubbiosa divide il riposo dell’onda.
Dolce il profumo dei libri, trovo ( perché era lì)
quel che cercavo, un vecchio Larkin sgualcito,
passato di mani in mani, parliamo di quando facendo
l’amore di letto in letto, ripassiamo la vita, gestante,
nelle ore timide che precedono il sonno.
Dolce il sapore del sale, delle parole scritte sul vetro,
del vento che appassisce le ultime foglie nel parco,
ancora, dei libri che, lasciati al sole, o sotto la pioggia,
asciugano e riprendono tutte le lacrime versate,
nemmeno una, che sia una, caduta per caso.
***
Oggi la casa è musica con quelle parole
Pare inginocchiarsi la nebbia perfino
La pioggia cade romantica di specchi
Curva leggera su incipit diversi da prima
Sale il fumo verticale al tuo viso rubino
Passa e chiude i tuoi occhi grigio su grigio
Così ti amo al semaforo spento alla rotonda
Alla francese baguette inzuppata nel latte
Colazione felice per due marmellate assortite
Boungaville di sguardi arrotare le erre per
Far più morbido il pane con i colli allungati
Sulla tazza marrone che trattiene il calore
Del saperla lunga e che nessuno esca da
Questo locale azzurro dove anche gli effetti
Secondari sono benvenuti alle glasse dolci
Del trasporto amoroso dove zoppica ansante
La bellezza in briciole piccole in calcoli
Minimi di promesse provvidenze raccolte
Col dito bagnato di saliva nella parte molle
Adesiva del cuore sensibile
Non siamo né alti né sbagliati siamo uccelli
Con mantelli di loden spingiamo allegri
La mattina incartata in amaca da palma a
Palma la nostra mano graffetta le ore
Passano camion bagnati, gialli di sole.


7 risposte a “39, Holland Park Road (London) |tre inediti. Daniele Gennaro”
As the bird is to the air
and the whale is to the sea
so man is to his dream.
(Don Paterson)
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che belle… in ognuna punte altissime di poesia, per il mio sentire…
grazie per l’ottima lettura.
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“nemmeno una, che sia una, caduta per caso” :)
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grazie per i commenti.
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ottima poesia.
complimenti!
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“Così le cose passano… rimasugli di eccome”
lasciano tuttavia una manciata di grani.
Esotici o familiari spargono nutrimento.
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ripasso di qui dopo qualche giorno, grazie ancora, è un piacere raccogliere i vostri commenti. a presto.
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