nei mari, sui mari, dei mari morti

L’amore è una sciocca pretesa
le anime, in fondo, saltellano
e ridere o piangere è identico
nei mari, sui mari dei mari morti
le anime, bagnate, oscillano a colpi
saprò trovarti quel vago vento sacro
sbagli però se pensi che potrà asciugarti
l’amore è solo un’isola di donne e di bambine
e favole lebbrose dolci salpano dai suoi porti
le anime sanno assorbire quelle folte piaghe
eppoi cicatrizzarle sotto gravidi raggi di sole brillanti.
Non si ricorda niente del fascino immortale che vinceva
in te l’aggrovigliato battito di te fuochi grossi celesti
dell’altalena d’inverno tutte le lievi cicliche parole
ed un solo millesimo di fini strette sbocciate al secondo
le anime non ricordano, ferme sui porti a tessere le stelle
le chiuderei volentieri negli armadi vuoti di molte nostre case
ma non ricordano, gravide di (morbide linee trasudanti sulla pelle)
le hanno li, così, calde gomme di lue, d’amore, pacchi di secche foglie rose.

4 comments

  1. c’è qualcosa che mi attrae, in questo scritto, forse un ritrovarmi con alcune riflessioni, l’input di questa poesia, la capacità di cauterizzare ogni ferita e portarne sulla pelle i segni…

    grazie.

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  2. questo testo attira a sè
    questa la sensazione che ricevo dalla lettura
    di Silvia è forse il secondo testo che leggo, non conosco la sua scrittura
    mi piace questa densità “corposa”, la parola nutrita e che si/ti sposta da un punto ad un altro

    grazie, Elina

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