Pier Maria Galli – Posso leggerti qualcosa? (post di natàlia castaldi)

1)
posso leggerti
qualcosa?

2)
oppure dimmi come stai.
bene male così così.
perché non si sa mai dopo i corpi più frequenti
cosa resta

3)
certo, i tempi potrebbero essere migliori.
prendi le 8 caffettiere sopra il mio lavandino o
quel tuo vestitino grazioso
che sembra fatto apposta per i miei divani compiacenti.
ma probabilmente è solo una proposta indelicata
quel corpo eccitato della voce
che affonda schiantandosi contro i miei giorni più tranquilli

4)
casomai calarti nei panni
della signorina richmond

5)
quindi decidermi, e magari dirti come mi sento.
male bene così così.
perché non si sa mai cosa tu sai.
sebbene basterebbe quel quanto tu sai
sedermi di fronte ad una poesia,
ad una poesia che si mette comoda tra i tuoi seni,
perché io ti chieda posso leggerti qualcosa?


6)
fossero pure le nebbie, seconde, terze,
successive ad ogni movimento,
in estrema ipotesi le parole incomprese

7)
per esempio quelle di anaghnostakis
e la sua gente che stranamente s'innamora

8)
ma poi chissà poi se il lago terrà ancora,
perché è interesse di tutti che tu sia viva

9)
fosse solo per quei rosai rampicanti dimenticati
e più tardi le bambine vogliose
che dicono, perdendosi, al primo venuto
vogliamoci bene o
almeno non detestiamoci o

10)
oh l'indifferenza, l'indifferenza
(quella si potrebbe)

11)
(tuttavia più potrebbe su di noi)
il vento che spinge più in là
le rotaie, la stazione ferroviaria,
la sala d'attesa di una stazione abbandonata,
la rovina inesplorata di quel qualcuno
che spesso entra
e trova i 2 che si amano, ecc.

12)
comunque prima che sia sera
ti leggerò qualcosa (che amo)

13)
ma prima dimmi come stai.
male bene così così

14)
e sappi che diversamente sarà
il traffico tra le nostre infanzie, sino ad
una camera d'albergo.
poi nel mio scritto
ancora da ideare quel più nulla da condannare,
nulla da contare, scontare o compensare,
tranne la mitezza in tempesta
di quella carezza che studiosa ti risale

15)
quell'esatta carezza che piano
ti risale sino a sconfinarti nel finale
di una camera dai divani compiacenti dove stai,
con quel tuo vestitino grazioso
tutto da sciupare con una lentissima pagina
che occupa la mia voce
sino a quando sarà mattina

16)
e tu,
inventata dalla luce,
infinitamente odierna

17)
fiancheggiando la sponda, scapola a scapola,
riassalirci come risalirci,
e più su, tra le labbra della dissolvenza
dove sparisce
la fossa comune delle nostre bocche, e
poterci quindi immaginare cosa sola,
ancora più su,
sino all'estremità furiosa dei tuoi capelli
rimasti nella vasca dopo la sparizione dei corpi

18)
ma qui la trama si complica.
innervosisce quel cono di luce impuro
che andando si slarga
sino a sparire sullo schermo
(non ti ricorda
quel corpo eccitato della voce
che affonda schiantandosi
contro i miei giorni più tranquilli?)

19)
dunque restiamo
coi piedi per terra,
e lascia a me
quel celebre peso
del foglio che gira

20)
ora posso
leggerti qualcosa?

Pier Maria Galli
(5 gennaio 2007)
___

Pier Maria Galli è nato nel 1962 e risiede a Orta San Giulio (Novara).

Ha pubblicato su diverse riviste tra cui Fiera, Il Segnale, Bloc Notes, Alla Bottega, ecc. e nell’antologia Discorso Diretto (Ed. Canova). Le raccolte: Indizio (Ed. TAM TAM, 1987), Dilogia (Ed. del Leone, 1987), La parola, oltre i segni (Ed. Forum/Quinta Generazione, 1988), L’istinto delle cose (Ed. Forum/Quinta Generazione, 1989), Basso paesaggio (Quaderni di Poesia del Gruppo Fara, 1989), La trattoria modesta (in proprio, lulu.com), Di un tu e quasi noi (Ed. del Leone, 2005) , Ottanta piccoli studi da lavandino (Ed. I figli belli, 2005), Prima che sia autoritratto (Editrice Zona, 2008), Gli uomini belli ed altri cortometraggi (Clepsydra Edition, 2009).

Volumi disponibili:

Di un tu e quasi noi (Ed. del Leone, 2005)
Ottanta piccoli studi da lavandino (Ed. I figli belli, 2005)

Prima che sia autoritratto (Editrice Zona, 2008 )
Gli uomini belli ed altri cortometraggi (Clepsydra Edition, 2009 )

è rintracciabile in rete all’indirizzo: http://piermariagalli.wordpress.com/