Segnalazione: Antonietta Gnerre intervista Enzo Campi (post di natàlia castaldi)

 

Enzo Campi

Antonietta Gnerre:

  Che cos’è la poesia per Enzo Campi?

 

Enzo Campi: Penso alla poesia come un magma incandescente. La proprietà del magma è l’informe. E l’informe è la natura prima e precipua della “cosa” e delle cose. Configurare il magma è come configurare l’informe, ovvero: configurare una molteplicità di forme. Così come il magma e l’informe, la poesia è – in sé – molteplice. In tal senso per configurare la poesia bisogna frequentare l’alea della promiscuità. Parlerei di costruzione e decostruzione che fanno parte del rischio, dell’urgenza e del gioco in cui ci si cancella scrivendosi (de-scrivendosi) e drammatizzandosi. È inevitabile e naturale che sia così. Questo è il “luogo” della poesia. Un luogo molteplice, e quindi già accogliente in sé; nel senso che diverse e svariate sensibilità soggettive potrebbero trovarvi un’ospitalità affine alle loro interrogazioni, urgenze, esigenze. Un luogo o un non-luogo ove mettere “al lavoro” le azioni (dal significato primo della parola drammaturgia: drama-ergon, opera delle azioni, azioni al lavoro). Perché la poesia è anche azione, danza delle parole, messa in opera dei significanti, eco e risonanza .

Su “Abbruzzo Cultura” è possibile leggere per intero la splendida intervista condotta da Anonietta Gnerre ad Enzo Campi, redattore di questo blog.

La redazione