Sono nata il 21 a primavera … (post di natàlia castaldi)

Sono nata il ventuno a primavera

ma non sapevo che nascere folle

aprire le zolle

potesse scatenar tempesta

Alda Merini – foto di Giuliano Grittini

Io sono rimasta la stessa donna, un po’ enfatica e molto credulona, amo il quieto vivere e un certo tipo di tranquillità. Però, penso che in qualsiasi momento un serpente stranamente innocuo possa tagliare in due le nostre ferite. Non so da dove possa sbucare un serpente o che cosa sia il sibilo della paura e del malconsiglio. so che la gente quando non capisce inventa e questo è molto pericoloso.

***

Il delitto perfetto non si vede, ma si sente. Si sente nelle viscere, nelle calamità dei giorni, nella scomparsa improvvisa di amici e parenti, che si comportano esattamente come quando ero in manicomio: non si facevano vedere, per vergogna, per umiltà o perché non gliene importava niente della tua morte. In manicomio si moriva; per esempio non c’era niente in manicomio che facesse pensare a una casa, era tutto straordinariamente essenziale, inutile e propagandava l’ospedale.
Il manicomio é come un enorme balzo all’indietro, é la rivelazione di una cattiveria inenarrabile di cui tu straordinariamente ti senti autore. E come fai a essere autore se sei vittima?
Non so quanti libri ho scritto, quante poesie, e continuano a chiedermene, come se la mia mente non avesse bisogno di un naturale svago, come se la catena di montaggio non finisse più. Sono nauseata, schifata.
Mi sono vista sgusciare via dalle mani degli amori incredibili, bellissimi, pieni di poesia, per colpa di queste viziose case editrici che vogliono il peccato mortale del denaro. Forse il manicomio si apre per questo, perché il vero peccato mortale per gli uomini é la libertà. E quando uno, come me, vuol vivere in qualche modo, o sentirsi bene in qualsiasi modo, non ha una causa coerente, non ha un guadagno sicuro, allora é colpevole.
Se poi é straordinariamente innocente, diventa doppiamente colpevole.
S poi é una bella donna, diventa l’oggetto d’invidia di tutte le paranze che ormeggiano fuori casa, e se sei un bell’uomo dicono che tu hai attentato alla loro verginità. Balle.
In fondo il manicomio é la casa di Nazaret, dove non c’é niente di niente, ma paglia da imballaggio e asini e somari. Però, piuttosto che niente, va bene anche la paglia. Infatti i nostri non erano letti ma pagliericci.
Quando mi dicono che la mia casa é in disordine, e lo é (la sovraccarico di roba), non immaginano che ho provato il peggio e quindi me ne strafrego dell’ordine e del disordine. L’essenziale é avere un tetto. Ma che tipo di tetto? Sul nostro tetto non viaggiavano gli operai come su casa mia. Non ci molestava nessuno, anzi, ci ignoravano del tutto, e questo era per loro un grande ossequio alla malattia mentale, che voleva dire un grande menefreghismo. Tanto che io non parlavo più.
Ho imparato a parlare anni dopo, col tempo, ma mi hanno subito rubato le parle di bocca e si sono magiati anche quelle. Così finirò con una battuta che mi disse un’infermiera: “Lei non ci ha mai detto in tanti anni che scriveva”. Io le ho risposto: “Perché non ero matta”.
siamo usciti dal manicomio dopo dodici anni, al manicomio ci tenevano puliti. Allora poi siamo usciti, ci siamo sporcati con la terra, ci siamo cosparsi il volto ed il corpo, perché per dodici anni eravamo vissuti al chiuso e al pulito, sognando di poter toccare le rose, l’erba. Usciti dal cancello non ci potevamo credere. Eravamo di nuovo liberi di vivere sporchi. E quando mi dicono che sono disordinata, e lo sono, non sanno che io ho visto il peggio e sono sopravvissuta.

Alda Merini, da “La nera novella” – ed. Rizzoli romanzo.

4 comments

  1. E’ quasi incommentabile. Si può solo ascoltare in silenzio, respirando lentamente, gravemente. E poi stupirsi. Grazie.
    Un abbraccio

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...