circo minimo

Passo nel cerchio di fuoco tra la terra
battuta dal vento ed un varco di cielo
spogliato da ogni premura, replica,
urgenza, fine virtuale.
Il cerchio perfetto: la morte. Il giro
del mite elefante con la zampa che preme,
la fauce arresa alla scimmia, la fune tirata
sopra la rete pronta a salvare l’equilibrismo
malato del passo

“direttore mi dica la prossima mossa”

la scena dell’uomo volante o la donna
cannone che piange l’amore del clown
e sogna un trapezio, la presa sicura
del nano felice

(applausi al leone che azzanna la testa:
è questa la festa?)

Il giocoliere richiama attenzione, la giusta
cadenza del gesto, la mossa veloce
nel tempo presente. Il dubbio se occorra
saltare è movenza d’istinto
che non sempre ci salva.

8 commenti su “circo minimo

  1. Anna, scusa per il ritardo, prima di tutto Benvenuta qui, spero tu possa trovarti bene e via via conoscere tutti gli autori di questa casa comune.

    Il tuo testo come una metafora di vita ci vede appesi a sognare una presa sicura in un mare di acrobazie e sorrisi d’occasione…. ma qualcuno pare abbia voluto la vita scandita dalle leggi dello show business … and – as we know – the show must go on… in bilico tra dubbio ed istinto (che se non sempre ci salva, almeno ci distingue).

    un abbraccio.

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  2. vorrei ringraziare Natàlia per l’invito e l’ospitalità su questo blog e l’amico Gianni per aver postato le mie poesie ed avermi permesso la conoscenza di questo luogo ricco di confronto serio e costruttivo…

    grazie a Luigi e Gianni.

    Nat, la tua lettura è molto vicina al mio sentire, grazie!

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  3. Il salto che non ci salva, anche secondo me è un’immagine indovinata nella sua durezza.

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