OLTRE IL CONFINE

Fra la sponda del letto e la tappezzeria reticolata, i fiumi scendevano a oriente ricchi di pesci e d’avventura, nel crespo alveo della moquette, che instancabile raccoglieva l’infinita polvere e gli smisurati sogni delle nostre vite in erba.

Sotto il cielo bianco latte, memore di tempere odorose, i panzer avanzavano immobili sul sentiero di foglie sbriciolate, che si snodava breve fra le case diroccate e poi svaniva oltre il brusco pendio del mobile.

Se non fosse per i tanti caduti fra le mosche, che sui vetri luminosi trovavano le ombre sotto i colpi della mia pistola ad aria, quelli sarebbero stati tempi ancora puri, solo di fantasie leggere, dove la morte resta un gioco, da cui si torna sempre.

Marco Moresco

 

2 risposte a “OLTRE IL CONFINE”


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