OLTRE IL CONFINE

Fra la sponda del letto e la tappezzeria reticolata, i fiumi scendevano a oriente ricchi di pesci e d’avventura, nel crespo alveo della moquette, che instancabile raccoglieva l’infinita polvere e gli smisurati sogni delle nostre vite in erba.

Sotto il cielo bianco latte, memore di tempere odorose, i panzer avanzavano immobili sul sentiero di foglie sbriciolate, che si snodava breve fra le case diroccate e poi svaniva oltre il brusco pendio del mobile.

Se non fosse per i tanti caduti fra le mosche, che sui vetri luminosi trovavano le ombre sotto i colpi della mia pistola ad aria, quelli sarebbero stati tempi ancora puri, solo di fantasie leggere, dove la morte resta un gioco, da cui si torna sempre.

Marco Moresco

 

2 commenti su “OLTRE IL CONFINE

  1. Benvenuto Marco, mi dà ossigeno leggere l’infanzia come metafora di purezza ed umanità tra le tue righe, attraverso la memoria della tua fantasia.
    grazie per essere qui.
    natàlia

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  2. “Quando il bambino era bambino…”

    Un testo che “culla”.
    Benvenuto :-)
    stefania

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